Pappalardo è tornato: “Dpcm illegittimo”, ecco perché non è così

Pappalardo, a nome dei Gilet Arancioni, attacca Conte: "Ha commesso delitti e infranto la legge. Noi patrioti contro ordine mondiale", ma la tesi fa acqua

Newsby Marco Enzo Venturini 30 Ottobre 2020

Così il generale Antonio Pappalardo, leader dei Gilet Arancioni, nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Museo dei Navigli a Milano: “Questi decreti sono illegittimi, oggi presenteremo il nostro esposto in Procura a Roma“.

Pappalardo e la contestazione (sbagliata) al Dpcm

Pappalardo ha poi mostrato il documento, illustrando la tesi dell’avvocato del movimento: “Il Dpcm viola la legge 241 del 1990, secondo cui tutti tutti i provvedimenti amministrativi devono essere motivati. Quando io dico a lui di non camminare per strada, devo mettere una motivazione. Non attenermi a una motivazione a carattere generale“.

Per ogni divieto io devo mettere la motivazione. Perché i pizzaioli devono chiudere alle 18 e nell’autobus tutti possono andare come vogliono? Nei Dpcm in cui bisogna allegare studi scientifici che evidenzino le necessità per le chiusure e le limitazioni alla mobilità“, attacca Pappalardo.

Chiaramente la tesi di Pappalardo e dei Gilet Arancioni fa già acqua da tutte le parti, dato che il Dpcm si apre a pagina 1 con tutti i riferimenti normativi che giustificano il provvedimento. L’avvocato (che afferma “Non basta scrivere in modo generico che queste decisioni sono relativa all’evolversi della situazione epidemiologica“) sembra invece aver iniziato la sua analisi del testo da pagina 2. Saltando peraltro il terzo capoverso, in cui si afferma: “Visti i verbali nn. 119 e 121 delle sedute del 18 e 24 ottobre del Comitato tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630, e successive modificazioni e integrazioni“.

L’attacco a Conte e i precedenti eversivi

I virologi tedeschi hanno accertato immediatamente che non c’è la proporzione tra le misure adottate e i morti. Che comunque erano pochi rispetto alla pandemia che si andava a proclamare ai quattro venti“, continua Pappalardo nel suo intervento. Andando oltre: “Noi abbiamo accertato qualcosa di più grave. Dopo due mesi di lavoro, la commissione ci ha consegnato la relazione. Sono stati commessi gravi delitti da Conte. Prima di tutto emanando questi decreti che non avevano forza di legge“. Anche in questo caso le fonti restano nebulose.

Il generale Antonio Pappalardo, noto per le sue posizioni negazioniste ed eversive, aveva fatto parlare di sé per aver organizzato la prima grande manifestazione della primavera in barba a tutte le misure di contenimento del Coronavirus. E anche nel corso dell’ultima conferenza stampa ha ribadito: “La pandemia è una boiata“. Nel suo passato figurano anche diversi tentativi di sovvertire lo Stato, con “marce su Roma” e deliranti invocazioni al ritorno della “Lira Italica” in un Paese nel frattempo uscito dall’Europa.

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