Liliana Segre: “Le cose sono cambiate poco dalla mia deportazione”

La senatrice a vita Liliana Segre in visita al memoriale della Shoah a Milano ha raccontato della sua vita ormai da due anni e mezzo sotto scorta

newsby Antonio Lopopolo7 Febbraio 2022



Ieri 6 febbraio la senatrice  a vita Liliana Segre ha fatto visita al Memoriale della Shoah a Milano, dove come ogni anno è stata ricordata la deportazione degli ebrei dalla Stazione Centrale di Milano del 30 gennaio 1944.

Le cose sono così poco cambiate rispetto al giorno della mia deportazione, che alla mia età mi è stata destinata, ormai dai due anni e mezzo, una scortaha detto Segre.

Oggi è una giornata per me molto peggiore di quel 30 gennaio, perché allora partivamo per ignota destinazione. Mentre il 6 febbraio, dopo un viaggio di una settimana, era il giorno dell’arrivo ad Auschwitz. Il giorno in cui la visione del campo di sterminio ci ha aggredito” ha raccontato la senatrice a vita.

Avevo 13 anni, ma anche adesso che ne ho 91 mi ricordo ancora tutto di quel giorno. Come il dover rispondere a un comando in una lingua che non capivi e diventare un numero. Quel giorno ho lasciato per sempre la mano sacra di mio padre, che non ho mai più rivisto“.

Mattarella: “Ha già dimostrato le sue priorità”


In visita la memoriale della Shoah la senatrice a vita ha risposto a chi le chiedeva un commento sul discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mattarella lo conosco personalmente e non mi interessa tanto il discorso per la grande cerimonia. Mi interessa che questo Presidente, quando lo hanno eletto la prima volta, lo stesso giorno della sua prima elezione è andato a visitare le Fosse Ardeatine. Cosa che non aveva fatto nessun Presidente in precedenza, dando dimostrazione delle sue priorità. Nella stessa scia ha scelto me, non uno dei 60 milioni di italiani, senatrice a vita” ha dichiarato.

Liliana Segre: “Apostrofata in modo osceno solo perché ho deciso di vaccinarmi”


Io che ho sentito l’odore della carne bruciata, che ho vissuto come un animale nelle baracche di Auschwitz. Dopo aver visto quello che ho visto e aver sopportato quello che ho sopportato, dopo essere riuscita a tornare a una vita, essermi sposata ed aver avuto dei figli e dei nipoti, oggi, da due anni e mezzo ho una scorta perché sono minacciata, ricevo parole orribili” ha detto Liliana Segre.

La senatrice a vita ha poi fatto riferimento a delle frasi ricevute da un signore di Tolmezzo, che è stato denunciato, il quale l’ha apostrofata in modo osceno solo perché aveva deciso di vaccinarsi. “Dopo questi episodi e altre maledizioni e minacce dovrei essere priva di speranza. Ma la speranza è qui stasera con i ragazzi che hanno suonato e cantato per me” ha concluso la senatrice a vita.


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