Tamponi, il paragone di Figliuolo tra code in farmacia e Black Friday fa storcere il naso

“Molto spesso i cittadini fanno file per andare a prendere il capo griffato” sostiene il generale. Perché il paragone tra i due contesti è sbagliato

Tamponi, il paragone di Figliuolo tra code in farmacia e Black Friday fa storcere il naso
Tamponi, il paragone di Figliuolo tra code in farmacia e Black Friday fa storcere il naso
newsby Lorenzo Grossi27 Dicembre 2021


Le code davanti alle farmacie sono simili a quelle al Black Friday: lo sostiene (a modo suo) il generale Francesco Paolo Figliuolo. Il commissario all’emergenza Covid-19 era in visita a Torino all’hub vaccinale dedicato ai bambini e ha approfittato dell’occasione per esprimere la sua opinione sul caos tamponi scoppiato sotto Natale. Queste le sue dichiarazioni testuali, mentre era fianco a fianco con il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.


“Bisogna avere tanta pazienza. Molto spesso i cittadini fanno file e file al Black Friday, ad andare a prendere il capo griffato. E poi è chiaro che è giusta la critica; è giusto lamentarsi. Noi vorremmo vivere in un Paese perfetto. Però qui c’è gente che da due anni tira le fila tutti i giorni. Quindi se si è presa un po’ di pausa, anche il commissario se ne fa una ragione”.

Tamponi in farmacia e Black Friday: ecco cosa non va nelle parole di Figliuolo

Insomma, seppur lui abbia cercato di stare il più possibile attento alle parole, Figliuolo sembra mettere sullo stesso piano le lunghissime code a cui stiamo assistendo davanti alle farmacie in questi giorni a quelle che si vedono tutti gli anni a fine novembre in occasione del Black Friday. Contesti che però, francamente, appaiono completamente imparagonabili. Fare un tampone per sapere se si ha il Covid (oppure no) non può essere messo a confronto sul fatto di farsi due ore di coda per pagare meno un televisore che voglio da mesi e che, solo adesso, posso permettermi approfittando degli sconti.

Da una parte abbiamo il senso civico e di responsabilità (talvolta “obbligato”, va detto) delle persone che vogliono essere sicure di non infettare i propri cari che incontreranno nei giorni delle Festività natalizie. Dall’altra, ci sono (legittimissime) ambizioni di effettuare degli acquisti a poco prezzo, sfruttando eccezionali promozioni. Nel primo caso, i cittadini sono “costretti” moralmente a svolgere un’azione ai fini dell’interesse della collettività. E hanno quindi tutte le sacrosante ragioni nel lamentarsi qualora dovessero affrontare dei disagi. Nel secondo, invece, si sta parlando di uno shopping pre-natalizio del quale (eventualmente) si potrebbe fare anche a meno, perché non fa strettamente parte dei bisogni primari di un individuo. Al contrario della salute. Chi si mette in coda per ore e ore al Black Friday non potrà mai minimamente lamentarsi di affrontare delle lunghe file; chi lo fa per un tampone in farmacia, sì. Ecco perché l’uscita pubblica di Figliuolo a Torino non è stata particolarmente felice.


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