Fase 2, Brusaferro: “È possibile una nuova ondata del Coronavirus”

"Sono i dati a parlare. In autunno si potrà confondere con altre sintomatologie respiratorie", dice il presidente dell’Iss. Sulla riapertura dei confini delle regioni nella Fase 2, Brusaferro sostiene che “servirà un’attenzione particolare”

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Silvio Brusaferro
newsby Lorenzo Grossi29 Maggio 2020


Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, interviene in sede parlamentare anche per placare le polemiche tra Regioni in questa Fase 2. In attesa di arrivare a una decisione, il Governo aspetta i dati proprio dell’Istituto Superiore di Sanità sul monitoraggio del contagio nelle regioni che dovrebbero arrivare oggi al ministero della Salute: da quei numeri si partirà per trovare un’intesa nella conferenza Stato-regioni convocata per sabato. “Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida: sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilità tra regioni e anche quella internazionale”, dice Brusaferro in audizione alla Camera, in commissione Bilancio.

Brusaferro e la Fase 2: “Servirà un’attenzione particolare. Bisognerà isolare nuovi focolai”

Brusaferro sottolinea poi che la ripresa della mobilità extra-regionale nella Fase 2 “richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai”. Bisognerà quindi farsi trovare pronti, avverte il presidente dell’Iss, anche perché il rischio di una seconda ondata in autunno è concreto: “Per gli scenari che immaginiamo, in autunno una patologia come il Sars-cov-2, che è trasmessa da droplet, si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio” e “la famosa ipotesi della seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo“.

Brusaferro nel suo discorso non ha mai menzionato la questione del passaporto sanitario, richiesto dal presidente della Regione Sardegna, Solinas, a chi proviene dal Nord Italia per la Fase 2. Il presidente dell’Iss ha però parlato della necessità dei controlli. “Abbiamo superato la curva di picco dell’infezione e siamo nella discesa. Ma dobbiamo avere la capacità di identificare e diagnosticare i casi sospetti precocemente e tempestivamente, laddove ci sono di isolarli e di adottare i controlli”. Infine su Immuni, la app di tracciamento che avrebbe consentito di monitorare i contatti dei positivi al Coronavirus. Brusaferro sostiene che questa tecnologia fruibile sui cellulari sarebbe utile “nell’ottica di tracciare precocemente i contatti”, ma non rappresenterebbe “la soluzione magica”.


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