Estensione del Green Pass, cosa ne pensano gli esperti?

L’ipotesi sembra incontrare l’approvazione di un buon numero di virologi, che ritengono prematuro parlare di quarta dose

Come ottenere il green pass illimitato se si è guariti dal Covid-19
Foto Unsplash | Jeremy Bezanger
newsby Alessandro Bolzani27 Gennaio 2022


Manca ormai pochissimo al primo febbraio, il giorno in cui la durata del Green Pass passerà da nove a sei mesi. Alcune persone hanno fatto la terza dose a settembre, il che significa che già a marzo si inizierà ad avere a che fare con le prime certificazioni verdi vicine alla scadenza. Per correre ai ripari, il Governo starebbe valutando la possibilità di estendere la durata del Green Pass per chi ha ricevuto il booster. Chiaramente, prima di prendere qualsiasi decisione sarà necessaria una valutazione scientifica dei possibili effetti della decisione. Nel frattempo, vari esperti hanno già iniziato a esprimere il proprio punto di vista su questa eventualità.

Estensione del Green Pass, l’opinione di Pregliasco

Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, l’idea di rendere il Green Pass illimitato per chi ha ricevuto la terza dose potrebbe essere vincente. Questo parere positivo è influenzato anche dalla sua opinione sull’ipotetica quarta dose. Non è fattibile, accettabile e riproponibile una quarta dose universale, anche alla luce dei risultati preliminari israeliani, non eccezionali rispetto a una somministrazione a intervalli ristretti”. Parlando con AdnKronos, il virologo ha sottolineato che per la gestione del Covid sarebbe opportuno passare a una strategia simile alla vaccinazione anti-influenzale, quindi “con un richiamo in autunno”. Quest’ultimo sarà necessario “perché avremo sicuramente una coda del virus nel prossimo autunno-inverno. L’abbiamo visto: come tutti i virus respiratori, il Covid si avvantaggia delle condizioni metereologiche invernali”.

Gli elevati contagi causati da Omicron potrebbero rendere più semplice gestire la situazione, in quanto, tra vaccinati e i guariti, “il numero di soggetti suscettibili per il prossimo autunno” potrebbe essere inferiore. La speranza è che nel frattempo no arrivi “una variante nuova molto diversa”. Pregliasco sottolinea che anche se ciò dovesse accadere, “l’approccio sarebbe comunque di tipo influenzale: ogni stagione ha una sua variabilità o intensità a seconda delle varianti che via via emergono”.

Bassetti: “Proroga Green Pass? Sarebbe una prova di buon senso”

Anche Matteo Bassetti, il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, guarda con favore alla proroga del Green Pass. Secondo lui sarebbe “una prova di buon senso, soprattutto nel momento in cui non sappiamo se e come si farà la quarta dose. Mi auguro che con la primavera non ci sia più necessità del Green Pass perché saremo arrivati a una copertura vaccinale tale che non ce ne sarà più bisogno”.

Galli: “Sensato prorogare la durata del certificato verde”

La posizione di Bassetti e Pregliasco è molto vicina a quella di Massimo Galli, ex primario dell’Ospedale Sacco di Milano. “È sensato pensare di prorogare o eliminare la scadenza del Green Pass. Inutile stressare le persone che si sono già vaccinate tre volte con una scadenza. Ragioneremo, poi, sull’opportunità di una quarta dose in base ai dati e a quello che combinerà il virus”.

Sileri: “Una rimodulazione delle regole è possibile”

Per Pierpaolo Sileri, il sottosegretario alla Salue, “l’alta percentuale di vaccinati, così come la circolazione di un virus un po’ meno temibile rispetto alla variante Delta, ci permettono una rimodulazione di alcune regole e la rimozione della burocrazia che oggi serve per l’uscita dall’isolamento”. Per Sileri bisogna rivedere la durata del Green Pass per chi ha completato il ciclo vaccinale. “Bisogna anche rimodulare le regole per la scuola, visto che anche tra i ragazzi e le ragazze aumentano i vaccinati. I provvedimenti saranno fatti sulla base dei dati, ma direi che ormai ci siamo”. Proprio come Pregliasco, anche Sileri auspica una situazione in cui il vaccino contro il Covid possa essere somministrato con una modalità analoga a quello anti-influenzale. “Siamo in una fase di transizione, ma nelle prossime settimane ci sarà un cambiamento radicale della nostra vita, un progressivo ritorno alla completa normalità”.


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