Draghi o Conte? L’opinione dei milanesi tra sconcerto e ottimismo

"Draghi ispira fiducia, ma una crisi ora è sconcertante", "Con lui almeno tra due anni saremo vivi": così Milano commenta la situazione del governo

newsby Francesco Maviglia3 Febbraio 2021



Per fortuna abbiamo Mattarella“, commenta un passante in Corso Buenos Aires, “Una crisi in questo momento è sconcertante“, aggiunge. Sono molti i cittadini di Milano che si dicono preoccupati per via della crisi di Governo, “Draghi mi ispira fiducia, in questo momento serve rigore“, il commento che va per la maggiore. Ma c’è anche chi è dispiaciuto per Giuseppe Conte: “Noi preferivamo lui“, dicono due giovani ragazzi mentre fanno shopping per le vie di Milano.

“Draghi? Così tra due anni saremo vivi”

Non arrivano dunque solo da Roma e in particolare dai dintorni di Palazzo Chigi e Montecitorio le opinioni sull’attuale situazione politica e sulla prospettiva che Mario Draghi diventi il nuovo presidente del Consiglio. L’intero Paese guarda e aspetta. E inevitabilmente si è fatto una sua opinione sulla crisi di governo in corso (e ancora lontana dall’essere risolta).

Io sono convinto che è meglio Draghi – afferma un passante milanese -. Volete sapere quali sono i miei motivi? Penso che così avremo del rigore in Italia, ma tra un paio d’anni saremo vivi. Forse adesso, invece, non tanto. Renzi? È forse l’unico politico giovane che c’è oggi. Perché gli altri la politica non sanno cosa voglia dire“.

Rabbia e fiducia: le diverse anime di Milano

Chi invece non vuole approfondire la vicenda, ma limitarsi a fare un nome, tendenzialmente, ha una sola scelta: “Draghi“. Questa la risposta di Milano, dove peraltro il presidente del Consiglio incaricato è stato insignito della laurea honoris causa nel 2019, appena dopo aver lasciato la Banca Centrale Europea.

Per Draghi anche due cittadini milanesi di origine straniera. “A me piace, soprattutto rispetto a quello che c’è in giro“, afferma uno di loro. “Cambiate ogni anno, ma il problema è sempre quello. Ed è una cosa che a me fa salire il sangue al cervello“, è il pesante carico del secondo. Ma c’è anche chi non si scoraggia: “L’Italia se la cava. Alla fine ce la caviamo sempre“.


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