Covid, incidenza in calo e indice Rt stabile

Tra le Regioni e le Province autonome, solo quattro risultano classificate a rischio moderato: Basilicata, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta

Coronavirus, il bollettino giornaliero torna a sfiorare i 20mila casi
newsby Alessandro Bolzani8 Ottobre 2021


Buone notizie dalla bozza del monitoraggio settimanale sull’andamento dei casi di Covid in Italia. L’incidenza settimanale è scesa ancora, arrivando a 34 per 100.000 abitanti contro i 39 della settimana precedente. Tra il 15 e il 28 settembre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,81 – 0,86), al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto all’ultimo monitoraggio. Lieve calo anche per l’occupazione dei malati di Covid in terapia intensiva, ora al 4,8%: i pazienti ricoverati sono passati da 459 a 433. Diminuzione del 5,1% anche per il tasso di occupazione in area medica. In diminuzione anche il tasso di occupazione in area medica (5,1%) e il numero di persone ricoverate (da 3.418 a 2.968).

Le Regioni e le Province autonome a rischio moderato

Tra le Regioni e le Province autonome, solo quattro risultano classificate a rischio moderato: Basilicata, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta. Si tratta di un leggero peggioramento rispetto alla scorsa settimana, quando solo il Lazio risultava a rischio moderato. La Basilicata e la Provincia autonoma di Trento riportano un’allerta di resilienza.

La rilevazione dei casi di Covid

In calo il numero di nuovi casi di Covid non associati a catene di trasmissione (5.903 contro i 7.070 della settimana precedente). Lieve diminuzione anche per la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (dal 34% al 33%). In aumento, invece, la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (dal 47% al 45%). Stabile la percentuale di casi diagnosticata attraverso attività di screening (21%).

La variante Delta è ancora dominante

Il monitoraggio settimanale conferma che la variante Delta del Covid è dominante in Italia dal mese di luglio e lo è tutt’ora nell’intera Unione Europa. La mutazione è associata a una maggiore trasmissibilità. “Una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti”. Per il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità è anche opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione e applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale.


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