Coronavirus, bar riaperti: “Questo primo caffè ha il sapore della libertà”

Tavoli distanziati, segnaposti e gel igienizzanti; queste le regole per la ripartenza. Giuseppe del Geb cafè di Milano, nel quartiere Isola, riapre ai clienti: "Siamo carichi. Forse fin troppo"

Newsby Luca Perillo 18 Maggio 2020

È mattina presto quando Giuseppe del Geb cafè di Milano nel quartiere Isola riapre ai clienti il suo bar in questa nuova fase del Coronavirus: “È stata un’astinenza forzata. Forse adesso ricominciamo un po’ a vivere, anche perché questo lavoro è più uno stile di vita e togliendolo così è stata una sofferenza in tutti i sensi: economica e non. Ora sono comunque ottimista: mi auguro che come forzatamente si sono arrogati il diritto di imporci questa chiusura, secondo me comporterebbe dei doveri in una situazione normale”. Le prospettive ora sono positive: “Siamo carichi, anche troppo forse. Dopo mesi di privazioni forzate torno alla normalità con molta fiducia. Speriamo di potere fare parecchi caffè e cappuccini. Mi auguro che possano riaprire anche gli altri, anche se si mormora che tanti non riapriranno“. Anche per i clienti c’è molta soddisfazione: “Questo primo caffè ha il sapore di libertà”, dice un signore. “Sono stati due mesi e mezzo terrificanti. Ora apprezzeremo di più la vita sicuramente. Futuro migliore? C’è già e andrà sempre meglio, perché tutto questo ci ha fortificato e ci renderà ancora più forti”.

“Controlli sui bar? Mi auguro buon senso anche in questa nuova fase del Coronavirus”

“È il caffè più buono che io abbia mai bevuto”, racconta una signora seduta al bar, che nella stessa mattina andrà anche dal parrucchiere e riaprirà il suo negozio di abbigliamento in questa nuova fase del Coronavirus. “È una mattina di ripartenza, spero che questo incubo sia davvero finito”. Giuseppe è anche tranquillo per la correttezza delle misure di sicurezza adottate: “Inizialmente erano troppo stringenti e impossibili da rispettare, ora invece le hanno semplificate e sono tollerabili. Secondo me penalizzano invece i ristoranti. È comunque una privazione, ma sicuramente dovremo gestire la seduta del cliente con buon senso e facciamo affidamento anche sul buon senso della clientela. Buon senso anche sui controlli? Io credo che a livello globale chi veste una divisa in questo momento li ho visti stanchi di privarci della maniera di lavorare in una maniera decente”.

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