Co-working in pizzeria: la nuova vita del ristorante di Torino

Co-working per 3-4 ore, ma anche colazioni e consegna a casa. Carlo Ricatto, titolare della pizzeria Bricks: "È una scommessa per mantenere l'occupazione"

Newsby Sara Iacomussi 15 Luglio 2020

Carlo Ricatto è il titolare di Bricks, pizzeria in centro a Torino dove da oggi si può anche andare per lavorare in co-working. Così spiega l’iniziativa del suo locale: “Abbiamo deciso di aprire come co-working e fin dal mattino. Abbiamo preso questa decisione per due esigenze. La prima è quella di mantenere il livello occupazionale, visto che tutti i ragazzi che avevamo in organico prima del lockdown sono stati confermati e smistati su diversi orari. In più ne abbiamo assunti due nuovi. Il secondo motivo è che le spese degli affitti valgono per tutto il giorno, perciò abbiamo deciso di introdurre una parte di colazione con tanto di vetrinetta per la pasticceria“.

C’è poi la novità dell’home delivery, ma soprattutto quella del co-working. E Carlo Ricatto entra nello specifico di come funzionerà: “Abbiamo poi pensato a portare il cibo a casa, magari a casa delle persone e dei lavoratori. Ma oltre a questa possibilità c’è quella di dare al lavoratore un luogo dotato di energia e wi-fi anche per 3-4 ore. Un periodo che non prevede un minimo o un massimo di consumazione. In questo modo abbiamo pensato di dare alle persone un altro possibile luogo di lavoro, oltre alla casa o l’ufficio“.

Un vero e proprio spazio di lavoro condiviso, quindi. Ma l’idea del co-working potrebbe decollare in particolare dall’autunno. “Questo periodo serve come rodaggio – spiega Ricatto –, visto che non abbiamo mai curato la parte diurna e il tutto è una novità sia per noi che per i clienti. Il tutto serve a farci trovare poi pronti a settembre con le probabili aperture delle scuole. Oggi è stata la prima mattinata, abbiamo avuto un paio di persone che si sono fermate. Ma siamo al 15 luglio, quindi c’è meno affluenza in generale. Vedremo a settembre. È una scommessa che abbiamo fatto, ma invece di giocare in difesa preferiamo l’attacco“.

Impostazioni privacy