Le conseguenze dell'esplosione di un cercapersone | EPA/WAEL HAMZEH - Newsby.it
Non รจ stato ancora dimostrato con certezza che dietro alle detonazioni di cercapersone e walkie-talkie ci sia il Mossad, ma il modus operandi coincide con alcune operazioni svolte in passato dai suoi agenti
Restano ancora molti aspetti da chiarire sui cercapersone e i walkie-talkie dei membri di Hezbollah esplosi simultaneamente in varie aree del Libano. Uno dei misteri riguarda le aziende che sarebbero state coinvolte nella loro produzione, ossia la taiwanese Gold Apollo e lโungherese BAC Consulting: entrambe si sono dichiarate estranee allo sviluppo dei dispositivi, con la prima che si sarebbe limitata a concedere i diritti di produzione e ad apporre il proprio marchio su di essi. Inoltre, secondo alcune fonti citate dal New York Times, la BAC Consulting non sarebbe altro che una societร di facciata israeliana.
โก๏ธMultiple injuries reported, smoke can be seen coming out from a phone shop, suggesting such devices were held inside. https://t.co/3kDaiu8EvO pic.twitter.com/ovux9gRY6j
โ MenchOsint (@MenchOsint) September 18, 2024
Per quanto non confermato, il coinvolgimento di Israele nellโoperazione appare probabile, perchรฉ il Paese รจ da tempo ai ferri corti con Hezbollah e considera il gruppo paramilitare uno dei suoi nemici principali nel Medio Oriente. Inoltre, in passato Israele ha giร fatto ricorso piรน volte a degli attacchi non convenzionali per colpire i suoi avversari, dunque il modus operandi sembrerebbe coincidere con quello delle sue agenzie di intelligence.
Gli attacchi non convenzionali usati da Israele in passato
Per quanto lโesplosione di cercapersone e walkie-talkie rappresenti di certo una novitร , in passato altri oggetti di uso quotidiano sono stati fatti detonare per colpire dei bersagli specifici. Nel 1996 il miliziano di Hamas Yahya Ayyash, soprannominato โlโingegnerieโ per il suo talento nella creazione delle bombe, fu ucciso proprio ricorrendo a uno stratagemma simile. La Shin Bet, ossia lโintelligence interna israeliana, avvicinรฒ un suo conoscente e, attraverso minacce e promesse, lo indusse a consegnargli un telefono cellulare Motorola, convincendolo che al suo interno non ci fosse nulla di diverso da una ricetrasmittente. In realtร il dispositivo conteneva una potente carica esplosiva e gli agenti israeliani la fecero detonare non appena ebbero la conferma che Ayyash era coinvolto in una conversazione telefonica con suo padre. Il miliziano di Hamas perse la vita a causa dellโesplosione.

Uno stratagemma simile era giร stato usato nel 1972 dagli uomini del Mossad per uccidere Mahmoud Hamshari, il rappresentante dellโOrganizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) a Parigi. In quel caso gli agenti dellโintelligence israeliana fecero irruzione nella casa del bersaglio mentre questโultimo era assente e piazzarono un esplosivo nella base di marmo del telefono fisso. Quando Hamshari rincasรฒ e sollevรฒ la cornetta per fare una chiamata, gli uomini del Mossad fecero detonare la carica, ferendo gravemente il rappresentante dellโOLP, che morรฌ in ospedale il giorno dopo.
Dai pacchi esplosivi ai virus informatici
A cavallo degli anni โ70 e โ80 lโintelligence di Israele usรฒ in varie occasioni dei pacchi esplosivi, soprattutto per colpire i leader dellโOLP che si erano dati alla macchia ed erano sparsi in vari Paesi del mondo. Il Mossad riuscรฌ a stanare molti di loro e sfruttรฒ alcuni oggetti apparentemente innocui per ucciderli. Vari uomini dellโOLP persero la vita in seguito allโapertura di lettere e pacchi contenenti degli esplosivi al loro interno. Lโintelligence trasformรฒ in vere e proprie bombe anche libri, radio e televisori.
Nel corso del tempo, anche le autobombe sono entrate a far parte โdellโarsenaleโ di Israele, che nel 2008 non esitรฒ a usarne una per uccidere Imad Mughniyeh, uno dei principali comandanti di Hezbollah. Il Mossad e le altre agenzie di intelligence, inoltre, hanno anche dimostrato di poter usare dei sistemi inaspettati per eliminare i loro bersagli. Un esempio lampante รจ lโuccisione dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh, ucciso nel 2020 in Iran facendo ricordo a una mitragliatrice comandante per via da satellitare a oltre 1.600 chilometri di distanza, con il supporto di un software in grado di migliorare la precisione dei colpi. Lโarma, che era stata montata su un pick-up piazzato al bordo di una strada, ha iniziato a sparare non appena Fakhrizadeh รจ passato nelle sue vicinanze.
Parlando di software, รจ impossibile non menzionare il virus Stuxnet, che nel 2011 fu diffuso nei sistemi digitali iraniani fino a raggiungere i computer preposti al controllo delle centrifughe nucleari del sito di ricerca di Natanz. In seguito allโattacco informatico, le centrifughe iniziarono a girare a vuoto, rendendole inutilizzabili per lโarricchimento dellโuranio.
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