Olimpiadi, per l’Italia sono ‘salve’: ok al decreto di autonomia del CONI

Il governo ha approvato il decreto nell’ultimo Consiglio dei Ministri. L’intervento del dimissionario Giuseppe Conte ha sbloccato la situazione proprio in extremis

newsby Lorenzo Grossi26 Gennaio 2021


L’incubo è concluso: l‘Italia avrà il Tricolore ed il suo inno alle Olimpiadi di Tokyo 2021. Il Consiglio dei Ministri che si è tenuto oggi (l’ultimo prima delle dimissioni di Giuseppe Conte) il Governo ha approvato come ultimo atto l’approvazione della legge sull’autonomia del CONI, rispettando la richiesta fatta dal CIO. Una decisione nell’ultimo giorno disponibile, perché domani sarebbe arrivata la sanzione da parte del Comitato Olimpico Internazionale.

Dopo l’intervento di ieri alla Camera di Giovanni Malagò, quest’oggi è intervenuto in prima persona il presidente del Consiglio dimissionario, riuscendo far approvare la proposta dopo una trattativa molto faticosa e che ha impiegato diverso tempo. Appena ricevuta la notizia dell’approvazione del decreto, Giovanni Malagò ha chiamato immediatamente il Presidente del CIO, Thomas Bach. “La legge è ok, l’autonomia è salva”, le parole del numero uno del CONI. Con la pronta risposta del dirigente tedesco: “Sono molto felice”.

I dettagli sul decreto ‘salva Olimpiadi’ e le reazioni del CONI e del governo

Il governo ha raggiunto l‘accordo tramite la soluzione della pianta organica, in base a quanto era previsto dal decreto 1, che era saltato sul tema dell’incompatibilità. Non ci sarà un contratto di servizio: una soluzione che aveva già visto molto contrario Giovanni Malagò. Non verrà nemmeno creta la Coni Spa. Una società che avrebbe avuto la funzione di strumento operativo del Coni. Ma questa eventualità è stata ritenuta troppo costosa dal Governo.

Queste le dichiarazioni del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. “Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto contenente le norme che sanciscono l’autonomia del Comitato olimpico nazionale italiano. Ora l’ultima parola spetta al Parlamento in sede di conversione. Per la lunga e gloriosa storia sportiva e democratica del nostro Paese era improbabile che l’Italia venisse così duramente sanzionata già domani. Ma la decisione di oggi fuga ogni dubbio e risolve il problema dell’indipendenza del Coni lasciato aperto dalla riforma del 2019″.


Per l’Italia finisce davvero la grande paura di non essere rappresentata dalla sua bandiera già dalla Cerimonia d’Apertura. Gli azzurri sono salvi e potremo sentire le note del nostro inno quando ci sarà un nostro portacolori con la medaglia d’oro sul gradino più alto del podio olimpico a Tokyo.

Malagò: “Dalla politica non c’è stato rispetto per il Coni”


A margine della conferenza stampa sull’approvazione del decreto Cio, Malagò ha dichiarato che: “Non c’è stato da parte della politica rispetto per la storia del Coni, dei suoi risultati. Non voglio essere polemico. Ho ribadito nella commissione parlamentare che il Coni è lo Stato, l’Italia, un ente pubblico. In termini di immagine per l’Italia forse il Coni la rappresenta meglio di chiunque altro”.


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