Calcio, Mancini: “Nations League un brodino, non meritavamo esclusione dai Mondiali”

Il ct ha parlato in occasione del Social Football Summit che si è tenuto presso lo stadio Olimpico di Roma

newsby Andrea Corti28 Settembre 2022



Dopo la grandissima delusione, che ancora deve essere smaltita, per la mancata qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022, la Nazionale italiana di calcio di Roberto Mancini ha risollevato la testa con una serie di belle prestazioni in Nations League, che sono valse la qualificazione alla Final Four. Un risultato certamente positivo e che fa ben sperare in vista dei prossimi Europei ma, soprattutto, in vista dei Mondiali che si terranno tra Stati Uniti, Messico e Canada nel 2026.

Proprio di questo ha parlato anche il ct della Nazionale, Roberto Mancini, in occasione del Social Football Summit che si è tenuto presso lo stadio Olimpico di Roma. “Cosa mi ha convinto a restare? Tutti erano molto positivi nei miei confronti. Poi vincere l’Europeo è la cosa più bella che ci possa essere nel mio lavoro. Per giocare un mondiale ora dobbiamo aspettare 4 anni, ma vogliamo cercare di andare in America e vincere. Questo è il nostro obiettivo“, ha spiegato Mancini.

Ai calciatori rimasti fuori dall’ultima tornata di convocazioni, invece, il ct ha detto: “Io ho fatto quasi tutto quando ero giovane (ride, ndr). Capisco i ragazzi, per questo la porta della nazionale è aperta a tutti, anche a chi in questo momento non ha avuto un comportamento giusto. Basta chiedere scusa ai propri compagni“, ha concluso Mancini.

“Nations League un brodino, non meritavamo esclusione dai Mondiali”


Nonostante le ultime ottime prestazione collezionate dall’Italia, la qualificazione alla fase finale della Nations League non è certo un risultato entusiasmante per Mancini. “In Nations League i ragazzi sono stati bravi, in un periodo di certo non facile: la stessa Inghilterra potrebbe tranquillamente raggiungere la finale in Qatar vista la rosa che ha. Resta, però, un brodino: la delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali ce la porteremo fino a dicembre, non passa perché non penso meritassimo l’esclusione dalla competizione. Il calcio, però, è così“, ha concluso il ct.

De Rossi: “Raspadori è un giovane galantuomo”


Tra i grandi protagonisti di questo nuovo corso azzurro ci sarà sicuramente Giacomo Raspadori, neo acquisto del Napoli di Luciano Spalletti. “Raspadori è un giovane galantuomo è come se fosse un ragazzo della mia generazione. Mi rende felice vedere questi ragazzi fare lo stesso percorso che ho fatto io in passato ed emergere in Nazionale. Quando ero ragazzo io, con Lippi, in Nazionale c’erano solo uno o due giovani, adesso invece sono più di 10 ed è più difficile emergere“, ha spiegato Daniele De Rossi in occasione del Social Football Summit che si è tenuto presso lo stadio Olimpico di Roma.

“Rimpiango calcio senza i social, a volte sono veleno”


Infine, l’ex capitano della Roma ha parlato dei social e di come questi incidano sulle nuove generazioni di calciatori. “Rimpiango i tempi in cui i social non caratterizzavano la quotidianità di noi calciatori: si viveva di più, c’era più intimità e si coltivavano maggiormente i rapporti. Oggi se dimentico il cellulare a casa torno a prenderlo anche se sono a metà strada. Ho aperto Instagram perché mi sono accorto che c’era chi si spacciava per me, ma preferisco curiosare sui profili altrui che postare cose mie“. E ancora: “Ricordo che un giorno dissi a un mio compagno in infermeria di non guardare i commenti sui social: è tutto veleno che ti entra e per quello non ci sono massaggi o fisioterapisti che tengano“.


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