Rosa Rodriguez, “l’archeologa della voce”: chi è

L'argentina, classe 1941, insegna canto ormai da vent'anni nel nostro Paese ed è l'unica a utilizzare il "metodo Cotogni"

Rosa Rodriguez
Foto: Twitter - Oggi è un altro giorno
newsby Ilaria Macchi2 Giugno 2021


Avere una bella voce è certamente importante per chi sogna di costruirsi una carriera in questo ambito, ma potrebbe non essere sufficiente. E’ proprio per questo che può essere importante il sostegno di Rosa Rodriguez, argentina che si occupa di insegnare il bel canto italiano e la vocalità recuperando la naturalezza del suono. La sua attenzione ai dettagli le ha permesso di ottenere un soprannome non da poco, quella di “archeologa della voce”.

Rosa Rodriguez: chi è “l’archeologa della voce”

Rosa Rodriguez ha dedicato tutta la sua vita all’insegnamento del canto con l’obiettivo di aiutare a migliorare tecnicamente i suoi allievi. Lei è al momento l’unica in Italia a sfruttare nel suo insegnamento quello che viene definito “metodo Cotogni”, che trae spunto dall’esempio del baritono Antonio Cotogni, vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900. L’artista ha sottolineato a più riprese come non fosse importante spingere con la propria voce per dimostrare le proprie doti canore. Questa attenzione ai dettagli ha portato la donna a diventare presidente dell’Associazione Culturale Antonio Cotogni, che ha sede nel quartiere romano di Primavalle.

L’argentina ha avuto modo di perfezionarsi svolgendo l’attività di cantante in patria in prima persona. Negli anni ’70 (è nata nel 141) lei era infatti una delle interpreti più apprezzate a Buenos Aires. “Quando canto dico cose che non riuscirei mai a dire con le parole. Ero poco esibizionista finché non sono diventata una cantante politica. Riuscivo a salire su un palco solo perché sentivo di voler comunicare un messaggio importante” – aveva detto in un’intervista a B-Hp.

Ma c’è un concetto fondamentale per lei, che ripete costantemente a tutti i suoi allievi: “Non si canta per se stessi e per la propria gloria personale ma per gli altri, altrimenti si perde intensità”.


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