Patrizia Carrano, età, carriera, libri, vita privata: chi è la scrittrice e sceneggiatrice

Patrizia Carrano non è solo una delle scrittrici più apprezzate, ma anche la scenggiatrice di diverse fiction di successo, tra cui "Assunta Spina"

Patrizia Carrano
Foto | Youtube CavalloDuemila
newsby Ilaria Macchi20 Aprile 2022


Il nome di Patrizia Carrano è certamente noto a chi ama la lettura proprio perché è lei ad avere firmato alcuni dei rmanzi di maggiore successo usciti negli ultimi anni. Attualmente è in libreria con “La bambina che mangiava i comunisti”, testo che ha per protagonista Elisabetta, una bambina che arriva nella capitale con la mamma, attivista del PCI. A differenza di molti suoi coetanei, la piccola sembra essere più grande della sua età e stupisce tutti con frasi che sembrano essere tipiche di una persona decisamente più adulta.

È lei stessa a spiegare cosa l’abbia spinta a scegliere un tema così particolare per la sua ultima fatica letteraria: “Il futuro ha un cuore antico – ha detto ad Affaritaliani.it -. L’Italia era ed è un Paese diviso in due. È un Paese che dietro l’omologazione televisiva che ci ha resi, come diceva Pasolini, consumatori prima che cittadini, risponde ancora oggi alle grandi matrici del cattolicesimo e della sinistra. Scurati, da par suo, indaga su Mussolini, io ho guardato, attraverso gli occhi di una bambina, al comunismo italiano del dopoguerra”.

Chi è Patrizia Carrano: età e carriera

Patrizia Carrano è nata il 27 aprile 1946 a Crespano del Grappa, in provincia di Treviso, ma ha trascorso l’infanzia a Venezia. Non ha però avuto la possibilità di studiare, ha infatti sostenuto l’esame per l’ammissione alla prima media solo successivamente, quando si è trasferita a Roma insieme alla famiglia. A 17 anni ha però compiuto una scelta decisamente coraggiosa per l’epoca: ha lasciato il liceo per potersi sposare.

La passione per la letteratura è stata fortissima in lei e le ha permesso anche di lavorare come giornalista in quotidiani e in Tv. L’esordio letterario risale al 1977, anno in cui pubblica il suo primo saggio, dal titolo “Malafemmena”. Il tema trattato conferma ulteriormente la sua volontà di concentrarsi anche su temi apparentemente storici: lei, infatti, analizza le discriminazioni che le donne si trovavano a dover affrontare nel cninema italiano.

È del 1992, invece, l’arrivo nelle librerie del suo primo romanzo, “Cattivi compleanni”, che dà il via a un filone a cui lei teneva in modo particolare e che è stato per lei una costante. Nel corso degli anni, infatti, lei ha cercato di analizzare a più riprese la condizione femminile, con un occhio particolare alle differenze che molte si trovano ancora a dover subire in diversi ambiti.

Tra le sue opere di maggiore successo c’è anche “L’ostacolo dei sogni”, romanzo che ha per protagonista un cavallo realmente esistito. Il protagonista è infatti l’irlandese Frothblower, ribattezzato in Italia Osoppo che, nel maggio del ’38 montato dal capitano Antonio Gutierrez, che ha realizzato il record mondiale di elevazione a Siena.

A lei si deve anche la sceneggiature di alcune fiction di successo targate Rai, quali “Assunta Spina”, “Rebecca” e “Butta la luna”.

La sua vita privata

La Carrano ha sempre cercato di mantenere il più possibile il riserbo sulla sua vita privata, preferendo far parlare di sè  soprattutto per le sue opere. Il suo matrimonio, avvenuto quando era ancora minorenne, ha avuto però vita breve.

Successivamente si è legata al regista Nanni Loy, che è stato importante per lei anche sul piano porfessionale. Attualmente sembra sia single. “Ho avuto sempre lo spirito dell’allieva – ha raccontato lei in un’intervista -. Anche se ho sempre studiato e imparato quello che davvero mi interessava. Questo mi ha dato una formazione tutta buchi, simile a una groviera. Tre persone hanno contato moltissimo nella mia vita. Miriam Mafai, di cui mi considero figlia adottiva, Nanni Loy, con cui ho vissuto per più di dieci anni e che fu un meraviglioso docente di cinema e filosofia, e il grandissimo Giorgio Manganelli. Abbiamo coltivato un’amicizia che si è conclusa il giorno della morte”.