Elena Sofia Ricci è Rita Levi-Montalcini nel film-Tv su Rai 1

L'attrice, che a breve sarà in Tv anche con la sesta stagione di "Che Dio ci aiuti", intepreta la scienziata Premio Nobel per la Medicina

Elena Sofia Ricci
newsby Ilaria Macchi26 Novembre 2020


Appuntamento da non perere questa sera su Rai 1 con il film-Tv incentrato sulla vita di Rita Levi-Montalcini, la scienziata italiana scomparsa il 30 dicembre 2012 a 103 anni. A impersonarla sarà una delle attrici italiane più amate, Elena Sofia Ricci, che presto tornerà a vestire i panni di Suor Angela, nella sesta stagione inedita di “Che Dio ci aiuti”, in onda a gennaio. La regia della pellicola è affidata ad Alberto Negrin, che vuole rendere omaggio generosa e ricca di energia, che ha dedicato gran parte dei suoi anni alla ricerca.

Rita Levi-Montalcini rivive in Tv con il volto di Elena Sofia Ricci

Elena Sofia Ricci è certamente una delle attrici italiane più amate, dotata di un talento trasversale. In carriera è riuscita a interpretare ruoli ironici, sia altri più drammatici, come è accaduto recentemente quando è stata scelta per impersonare personaggi importanti quali Francesca Morvillo e Veronica Lario. Questa volta l’interprete toscana dà vita a una donna che ha vissuto quasi esclusivamente con l’obiettivo di aiutare la ricerca: Rita Levi-Montalcini.

Nel cast del film-Tv Rai ci sono anche Luca Angeletti, nel ruolo di Franco, il collaboratore storico della Levi-Montalcini, Ernesto d’Argenio in quello di Lamberti. Franco Castellano veste invece i panni del Professor Levi, mentre Maurizio Donadoni è il Professor Poli-Richeter. Importante anche la partecipazione di Elisa Carletti, che è Elena, una violinista di soli 12 anni che rischia di perdere la vista, ma che potrà contare sull’aiuto della scienziata, ormai a fine carriera, ma pronta a fare il possibile per aiutarla a guarire. Francesco Procopio, che è stato il prof. Anceschi ne la serie “L’Allieva” è invece il padre della ragazzina.

La trama del film

La storia che viene raccontata parte dal 1986, anno in cui Rita Levi-Montalcini viene premiata a Stoccolma con il Premio Nobel per la Medicina, che gli viene conferito per la scoperta che era riuscita a fare ormai diversi anni prima. La scienziata, infatti, era riuscita a isolare , il Fattore di Accrescimento Nervoso (NGF), una proteina che svolge un ruolo importante nello sviluppo del sistema nervoso.

Il risultato del suo lavoro non ha reso però del tutto soddisfatta la ricercatrice, che vorrebbe provare a dimostrare l’efficacia del suo studio. L’occasione non tarderà però ad arrivare: la Levi-Montalcini, infatti, avrà la possibiità di conoscere Elena, una giovane musicista di soli 12 anni che rischia di diventare cieca a causa di una malattia rara. La scienziata, grazie al supporto del suo collaboratore più stretto, Franco, deciderà così di darle una mano nonostante fosse ormai pronta a porre fine alla sua lunga carriera. I due potranno contare anche sulla collaborazione di Lamberti, un giovane oculista e riusciranno in un’impresa che in un primo momento sembrava essere impossibile. Il “Growth Factor” verrà così trasformato in un collirio che sarà somministrato alla ragazzina per permetterle di recuperare la vista.

Un omaggio ai medici

La Ricci è stata onorata di essere scelta per interpretare un ruolo così importante in questo biopic. Suggestiva la scelta della Rai di trasmetterlo in un periodo difficile come quello che si trova a vivere l’Italia, alle prese da mesi con l’emergenza sanitaria a causa del Covid-19.

È un abbraccio virtuale non solo a un gigante della scienza, ma a tutti i medici e agli scienziati impegnati nella ricerca, fondamentali per la collettività – ha detto l’attrice a La Repubblica -. Mai come in questo ultimo anno ci siamo resi conto di quanto siamo vulnerabili. Il film è dedicato a chi combatte il virus in prima linea e ai giovani. Mi sarebbe piaciuto far vedere il film nei licei. Ha il merito di riportarci, dopo decenni di edonismo sfrenato, a riflettere su quanto le nostre azioni si ripercuotano sulla comunità”.

I telespettatori avranno la possibilità di vedere da vicino anche uno dei luoghi più cari alla ricercatrice: “La cosa più bella è stata avere accanto la nipote Piera Levi Montalcini. Lei cii ha consentito di girare nella casa di Rita. È stata un’emozione immensa girare delle scene nel suo letto, addirittura con le sue lenzuola. Aveva una branda singola, senza neanche la testiera. Ho visitato anche dei monasteri di clausura, ma la sua stanza era ancora più spartana. Questo dice molto sulla sua personalità, aveva un grande senso del dovere viveva per la ricerca. Al sonno concedeva poca importanza”.
La Montalcini era anche una donna generosa. Non a caso, aveva voluto regalare a un suo assistente un appuntamento vicino al Cnr. Una scelta significativa, fatta per permettergli di arrivare velocemente in laboratorio.


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