Oscar: “È stata la mano di Dio” è il film italiano candidato per il 2022

Lo decisione da parte della commissione di selezione istituita dall'Anica su richiesta dell'Academy

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newsby Lorenzo Grossi26 Ottobre 2021


Il film diretto da Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio” è stato designato per l’Italia a concorrere agli Oscar 2022 come Miglior film internazionale. Lo ha deciso la commissione di selezione istituita dall’Anica su richiesta dell’Academy che si è riunita oggi. La pellicola è stata scelta tra i 18 di cui era stata proposta candidatura tra film distribuiti in Italia o in previsione di essere distribuiti tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021. L’annuncio ufficiale di tutte le nomination avverrà l’8 febbraio 2022 e la cerimonia di consegna di tutte le statuette si terrà a Los Angeles il 27 marzo.

La trama di “È stata la mano di Dio”, candidato ai prossimi Oscar

Siamo negli anni ’80, a Napoli. Fabio è uno dei tre figli di Saverio e Maria, coppia della buona borghesia partenopea, circondata da vicini e amici che condividono allegria e problemi famigliari. Adolescente incerto sul futuro dopo un diploma di maturità classica ancora da conquistare, Fabio è intimidito dalle donne. Intorno a lui ruota un caleidoscopio domestico fatto di scherzi materni e stoccate paterne. Di un fratello che sogna il cinema e una sorella che vive chiusa in bagno. Il ragazzo avrà l’occasione di vivere uno dei sogni più grandi degli amanti del calcio, quando giunge nella sua città il goleador Diego Maradona. Ma a questa grande gioia si accompagnerà una tragedia inaspettata, che sconvolgerà la sua vita.

Il sogno di un bis per Paolo Sorrentino

Con “È stata la mano di Dio”, Paolo Sorrentino sogna uno spettacolare bis agli Oscar dopo quello per “La grande bellezza” nel 2014. Il film si è rivelato come un autentico (quasi) biopic che quasi non ci si aspetta dal regista. Ecco quindi il racconto personale, l’adolescenza vissuta in prima persona sconvolta da un trauma familiare, come dall’arrivo di Maradona al Napoli. Una dimensione del racconto e dello scorrere del tempo che sembra calzare come un guanto a Sorrentino, di ritorno sul set del capoluogo campano dopo tanta grande bellezza romana.


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