I grandi classici da leggere per capire il cambiamento climatico

Se ne parla continuamente, ma quanti di noi conoscono a fondo i meccanismi del cambiamento climatico? Le voci più potenti del movimento ambientalista ci aiutano a comprenderlo

I libri da leggere per capire il cambiamento climatico
Foto Wikimedia Commons
newsby Linda Pedraglio26 Agosto 2021


Protagonista di film e documentari, ispiratore di movimenti rivoluzionari, spesso oggetto di dibattito, il cambiamento climatico è ormai sotto i riflettori del mondo intero. Tutti noi sappiamo chi è Greta Thunberg, conosciamo i suoi discorsi e il significato dei Fridays for Future, ma il movimento ambientalista inizia ben prima della giovane attivista svedese e si nutre di innumerevoli voci. Studiosi, giornalisti, attivisti, pensatori visionari che hanno alzato la voce per difendere il Pianeta, spesso inascoltati, ma destinati a cambiare per sempre la nostra percezione dell’ambiente e del cambiamento climatico stesso. Con la raccolta “Green Ideas” la casa editrice britannica Penguin ha raccolto le voci più emblematiche e rappresentative di questo movimento dando vita a un nuovo canone della letteratura ambientale.

Libri da leggere sul cambiamento climatico

Di seguito, una selezione dei grandi classici da leggere per comprendere il cambiamento climatico.

“Primavera silenziosa” di Rachel Carson

Con la precisione di uno scienziato e la semplicità di una favola, Rachel Carson rivela come i pesticidi artificiali hanno distrutto la fauna selvatica, creando un mondo di ruscelli inquinati e silenziosi uccelli canori. Pietra miliare dell’ambientalismo, questo appassionato saggio di Rachel Carson è diventato un modello nella lotta per la difesa dell’ambiente in tutto il mondo. “Primavera silenziosa“, che conserva tuttora una grandissima attualità, dimostra che esistono diverse alternative all’irresponsabile avvelenamento del pianeta da parte delle industrie chimiche.

“La grande cecità” di Amitav Ghosh

Nei primi anni duemila, Amitav Ghosh stava lavorando alla stesura di un romanzo ambientato in un arcipelago di isole che si estende tra il mare e le pianure del Bengala. Descrivendo la foresta di mangrovie che ricopre le isole, Ghosh scoprì che i mutamenti geologici che ciclicamente vi avvenivano stavano diventando qualcos’altro. Erano il segno di un cambiamento irreversibile, di un inarrestabile ritrarsi delle linee costiere e di una continua infiltrazione di acque saline su terre coltivate. Nasce così “La grande cecità“, destinato a diventare un classico della letteratura ambientale.

“Pensare come una montagna” di Aldo Leopold

In questa meditazione lirica sulle terre selvagge d’America, Aldo Leopold prende in considerazione i diversi modi in cui gli esseri umani modellano il paesaggio naturale. E descrive per la prima volta il fenomeno di vasta portata ora noto come “cascate trofiche”. Considerato un pioniere dell’ambientalismo, Leopold ha dedicato la sua vita alla tutela e alla conservazione dell’ambiente. Nei  suoi scritti ha celebrato la natura selvaggia, invitando l’uomo a una nuova etica della terra, a pensare come una montagna.

“Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza” di Greta Thunberg

Da quando Greta Thunberg decise di scioperare per richiamare l’attenzione del mondo sul mancato rispetto dell’Accordo di Parigi, studenti e studentesse di tutto il mondo si sono unite alla giovanissima attivista svedese per la salvaguardia del pianeta. “Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza” raccoglie i discorsi storici di Greta Thunberg. Da più celebre di fronte alle Nazioni Unite, alle parole pronunciate al World Economic Forum e al Parlamento britannico.

“Il mondo in fiamme” di Noemi Klein

Da più di vent’anni Naomi Klein è la più importante reporter della guerra economica che le grandi multinazionali hanno condotto a spese del pianeta. Non ha mai smesso di combattere per la giustizia sociale e per la salvezza dell’ambiente, documentando le catastrofi in corso e raccogliendo dati, spesso scomodi. Questo libro svela le verità che non conosciamo e mostra le conseguenze di quelle che non vogliamo vedere. Dalla grande barriera corallina ai cieli anneriti dal fumo nel Pacifico nordoccidentale, fino ai danni provocati in Porto Rico dall’uragano Maria.


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