C’è acqua su Marte (e non solo ai poli): la scoperta nei canyon

La sostanza, nascosta sotto la superficie del pianeta, è stata individuata indirettamente tramite lo strumento FREND (Fine Resolution Epithermal Neutron Detector), che mappa l’idrogeno contenuto nel suolo marziano

La Nasa vuole creare case resistenti al fuoco sulla Luna e su Marte
Marte (Pixabay)
newsby Alessandro Bolzani16 Dicembre 2021


L’ExoMars Trace Gas Orbiter, di Esa e Roscosmos, ha rilevato la presenza di quantità significative di acqua in un vasto sistema di valli di Marte, chiamato Valles Marineris. La sostanza, nascosta sotto la superficie del pianeta, è stata individuata indirettamente tramite lo strumento FREND (Fine Resolution Epithermal Neutron Detector), che mappa l’idrogeno contenuto nel suolo marziano. Anche se la presenza di acqua su Marte non è una vera e propria novità, finora la maggior parte di essa era stata rilevata ai poli sotto forma di ghiaccio. Stavolta, invece, la scoperta è avvenuta nelle valli equatoriali della regione di Tharsis.

La rilevazione dell’acqua

Con Trace Gas Orbitter è possibile vedere cosa succede sotto la superficie di Marte e localizzare ‘oasi’ ricche di acqua che altri strumenti non riescono a rilevare”. A spiegarlo è il dottor Igor Mitrofanov dello Space Research Institute della Russian Academy of Sciences di Mosca, autore del nuovo studio. “FREND ha rivelato un’area con una quantità insolitamente grande di idrogeno nel colossale sistema di canyon di Valles Marineris. Presumendo che l’idrogeno rilevato sia legato a formare molecole d’acqua, circa il 40% del materiale della regione che si trova vicino alla superficie sembra composto da acqua”, evidenzia l’esperto. L’area ricca d’acqua ha delle dimensioni simili a quelle dei Paesi Bassi ed è in parte sovrapposta alla struttura geologica nota come Candor Chaos.

Il funzionamento di FREND

Il dottor Mitrofanov e i suoi colleghi hanno analizzato le osservazioni condotte da FREND tra maggio 2018 a febbraio 2021. In questo periodo lo strumento ha mappato l’ossigeno contenuto nel suolo di Marte rilevando i neutroni al posto della luce. Su questo punto fa chiarezza Alexey Malakhov, il co-autore dello studio. “I neutroni sono prodotti quando delle particelle altamente energetiche, note come ‘raggi cosmici galattici’ colpiscono Marte. I suoli più secchi emettono più neutroni di quelli maggiormente umidi: in questo modo possiamo dedurre quanta acqua si trova sotto una superficie prendendo in considerazione i neutroni che emette”.

I prossimi passi

Il prossimo passo del team di ricerca sarà tentare di capire se l’acqua è sotto forma di ghiaccio o è legata chimicamente ad altri minerali. Al momento gli scienziati propendono per la prima ipotesi. A prescindere dalla sua natura, è chiaro che l’acqua individuata a Valles Marineris presenta delle condizioni inusuali, differenti da quelle previste in un’area equatoriale. In certe zone, infatti, l’acqua dovrebbe evaporare con rapidità.


Tag: Marte