Vaiolo delle scimmie, i dati ufficiali Oms | Che cosa rischiamo, che cosa fare

Arriva un primo sequenziamento del vaiolo delle scimmie da parte dell'Oms, che ne ha scoperto la provenienza: ecco cosa fare per proteggersi

Troupe medica al lavoro
Foto | Pixabay | sasint
newsby Marco Enzo Venturini22 Maggio 2022


Arrivano nuovi, ulteriori dati sul vaiolo delle scimmie che tanto sta inquietando l’intero mondo. A riferirli è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha fissato la situazione con riferimento fino alle ore 13 di ieri, sabato 21 maggio.

I casi di vaiolo delle scimmie sono al momento 92, e si dividono in 12 diverse nazioni del mondo. In esse la malattia non è endemica. Intanto l’Oms sta finendo le valutazioni su ulteriori 28 casi sospetti. Le aree del mondo interessate sono in tutto tre, e gli attuali casi non presentano legami di viaggio stabili con le aree in cui il virus è endemico.

Vaiolo delle scimmie: da dove arriva, come contrastarlo

Occorre quindi innanzitutto individuare i Paesi in cui il vaiolo delle scimmie è endemico. La lista comprende Benin, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Costa d’Avorio, Liberia, Nigeria, Repubblica del Congo, Sierra Leone e Sud Sudan. A essi si aggiunge il Ghana, dove però riguarda i soli animali. Ricordiamo che la pandemia (come il Covid) è una malattia su scala globale, e che di conseguenza coinvolge gran parte della popolazione mondiale. Si differenzia dalla semplice epidemia, perché quest’ultima presenta una ben delimitata diffusione nello spazio e nei tempi. Per endemia, invece, si intende una malattia costantemente presente o molto frequente in una popolazione o territorio.

Dettaglio su un'ambulanza
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L’Oms ha anche ribadito che le informazioni per ora disponibili confermano che i casi di vaiolo delle scimmie sono stati principalmente, ma non esclusivamente, identificati in uomini che hanno avuto contatti sessuali con altri uomini. Tali esternazioni hanno già scatenato le polemiche della comunità LGBTQI+, in Gran Bretagna ma anche in Italia. “Discriminazione nei nostri confronti, come avvenne con l’Aids“, è la loro protesta.

Intanto arriva anche un primo sequenziamento del genoma del virus. L’Oms ha stabilito che il vaiolo delle scimmie attualmente diffuso in buona parte del mondo si lega a un ceppo dell’Africa Occidentale. Sarebbe infatti lo stesso (o quantomeno molto somigliante) ai casi esportati dalla Nigeria nel Regno Unito, Israele e Singapore nel 2018 e 2019. Attualmente invece si registrano casi in Australia, Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

Un medico
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Infine l’Oms ha fornito diversi consigli sulle misure da adottare per evitare ulteriori contagi. Esse riguardano i Paesi in cui il virus non è endemico, quindi anche l’Italia. “L’identificazione di casi confermati e sospetti di vaiolo delle scimmie senza alcuna storia di viaggio nelle aree di endemia in più Paesi è atipica – è il messaggio –. Pertanto esiste una urgente necessità di aumentare la consapevolezza relativa a questa malattia. È necessario praticare una ricerca dei casi, provvedendo ad isolarli e curarli, tracciare i contatti e fornire cure per prevenire ulteriori contagi“. Attualmente restrizioni o divieti non sarebbero necessari. Si spiega però che le misure anti Covid siano utili anche in questo caso, soprattutto in presenza di eventi di massa.


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