Vaccino, il Governo apre alla terza dose: ecco da quando e per chi

Vaccino che inizia a non garantire più protezione a determinate categorie. Per questo, come spiega Walter Ricciardi, potrebbero esserci presto delle novità

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newsby Marco Enzo Venturini1 Settembre 2021


Anche l’Italia si appresta a introdurre la terza dose di vaccino, cosa che per determinate categorie avverrà già a partire dal mese di ottobre. Ad anticiparlo è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, intervenendo a Sky TG24.

Terza dose: Ricciardi anticipa la novità

Stiamo osservando che anziani e persone fragili, vaccinati a gennaio e febbraio, stanno esaurendo la loro protezione. Queste persone si trovano nuovamente vulnerabili e vanno riprotette“, ha spiegato Ricciardi. Che quindi, a proposito della terza dose di vaccino, ha affermato: “Entro l’autunno dovrebbe essere in partenza. Innanzitutto per queste persone, e poi pian piano c’è anche il problema degli operatori sanitari, vaccinati tra gennaio e febbraio“.

Altra novità su cui il Governo sta lavorando è l’introduzione del vaccino per i minori di 12 anni. Una richiesta che anche i pediatri hanno formalmente inoltrato. “La sperimentazione sta andando benissimo – ha rilevato Ricciardi –. I vaccini sono sicuri e protettivi anche in queste fasce d’età. Però bisogna raggiungere la certezza assoluta. Credo verrà fatto entro l’anno. Per cui tra fine anno e inizio dell’anno prossimo potrebbe essere data l’autorizzazione anche per i bambini“.

I programmi del Governo sul vaccino

Intanto la campagna di somministrazione del vaccino procede, e il Governo punta a raggiungere numeri molto chiari in un lasso di tempo altrettanto ben definito. “L’obiettivo strategico è quello di vaccinare la stragrande maggioranza degli italiani entro l’anno – ha ricordato Ricciardi –. In questo momento siamo al 71%. Dobbiamo superare la quota dell’80%, che è l’obiettivo minimale per garantire un po’ di sicurezza al Paese. Ma quello ottimale sarebbe al 90%“.

Diverso il discorso sull’obbligo del vaccino: “Non sono contrario, ma è una scelta politica. Il nostro sistema sanitario è stato in grado di reggere quando erano 60 milioni le persone vulnerabili, è in grado di gestire i 18 milioni di oggi. È chiaro che lo Stato si dovrebbe porre il problema anche per coloro che hanno paura di vaccinarsi e incoraggiarli fortemente, come sta facendo con il Green pass. Oppure potrebbe introdurre l’obbligo, ma questa è una scelta politica“.


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