Vaccino, è allarme per i ‘dispersi’:
la Protezione civile è preoccupata

Non solo la paura per AstraZeneca ma anche il digital divide sta facendo arrancare la campagna vaccinale

Vaccino, è allarme per i ‘dispersi’: la Protezione civile è preoccupata
Fabrizio Curcio
newsby Lorenzo Grossi14 Aprile 2021


Negli ultimi giorni sono arrivate molte segnalazioni dalle Regioni e dai Comuni riguardo persone over 80, ma non solo, considerati i “dispersi” del vaccino. Persone che non hanno fatto richiesta di vaccinazione, spiegano dalla Protezione Civile. Picchi di astensione altissimi in alcune aree geografiche. “Mancano molti cittadini all’appello”, dice Fabrizio Curcio: “Persone anziane o povere non raggiunte dalle informazioni? Vecchi senza figli che possano aiutarli? No vax? Possiamo chiamarli i dispersi e una delle funzioni della Protezione civile è ritrovarli, portarli alla vaccinazione.

Non si tratta quindi di anziani contrari ai vaccini, piuttosto in molti casi sono persone che non hanno accesso a internet o hanno difficoltà a iscriversi al portale. Per questo la Protezione civile si è attivata, in collaborazione con i Comuni, per raggiungere i cosiddetti “dispersi” del vaccino e chiudere così entro aprile con la fascia d’età più alta.

Le categorie di cui fanno parte i ‘dispersi’ del vaccino

A queste assenze si aggiungono le tante tra gli over 60 ma anche tra gli insegnanti, dovute al timore per gli effetti collaterali di AstraZeneca. Curcio ha parlato di persone che per idee “complottiste” rifiutano di essere vaccinate. Ma proprio poche ore fa anche l’Aifa, così come nei giorni scorsi l’Ema, ha parlato di nesso “plausibile” tra la vaccinazione con Vaxzevria e l’insorgenza di trombosi in combinazione con trombocitopenia. Quindi ha chiesto agli operatori sanitari di vigilare su segni e sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia e informare di conseguenza i vaccinati”.

In Sardegna, per esempio, una persona su tre dice “no”, in media il 40% degli anziani e dei pazienti fragili ai quali è riservato. I rifiuti in alcune aree dell’isola possono arrivare anche al 50%. Così come in Sicilia sfiorano picchi dell’80% in alcune città. E le ultime notizie su Johnson & Johnson non promettono nulla di buono. Le dosi dell’unico vaccino monodose, che può essere conservato in frigorifero e somministrato a tutte le persone con un’età superiore ai 18 anni, sono state bloccate. Le 184 mila dosi arrivate in Italia sono state fermate dopo che l’Usa ne ha sospeso l’utilizzo per “problemi simili a quelli di AstraZeneca”. È infatti l’unico, insieme al vaccino anglo-svedese, ad essere a vettore virale. Mentre Pfizer/BioNTech e Moderna sono vaccini a Rna, prodotti cioè con tecnologie diverse.

Il caso di Johnson & Johnson potrebbe ulteriormente peggiorare la situazione

La possibile sfiducia in Johnson & Johnson, che si andrebbe a sommare a quella nei riguardi di AstraZeneca, potrebbe limitare ancora di più la campagna vaccinale. Secondo l’ultimo aggiornamento in Italia nel secondo trimestre arriveranno 7,3 milioni di dosi, cui seguiranno 15,9 milioni di dosi nel terzo trimestre e 3,3 milioni nel quarto, per un totale di 26,5 milioni di dosi entro il 2021. E, considerato che serve un’unica dose significa, che quasi la metà della popolazione complessiva italiana dovrebbe essere vaccinata con le dosi americane oggi bloccate. Proprio nel giorno che doveva essere quello del grande lancio.


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