Sigaretta elettronica, fa male? | L’esito di 189 studi non lascia dubbi

La ricerca proviene dall'Australia e si compone di ben 430 pagine: al vaglio le sostanze chimiche della sigaretta elettronica e i suoi effetti sulla salute

Una giovane donna fa uso di una sigaretta elettronica
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newsby Marco Enzo Venturini7 Aprile 2022


La sigaretta elettronica era nata con l’obiettivo di fornire un’alternativa al consumo di tabacchi lavorati, preservando la salute. Sul suo livello di nocività si è a lungo dibattuto, ma ora un nuovo studio proveniente dall’Australia sembra ribaltare il campo. E illustra come il rimedio sia in realtà dannoso, non meno della causa.

Ad aver messo nero su bianco gli effetti nocivi della sigaretta elettronica è una ricerca a cura del Centro di Epidemiologia e Salute della Popolazione dell’Università Nazionale Australiana. Il risultato è uno studio di ben 430 pagine, la cui conclusione è particolarmente severa. Il dispositivo, infatti, sarebbe addirittura da proibire. Proviamo a capire perché.

Sigaretta elettronica talmente nociva che va vietata: che cosa provoca alla salute

A condurre lo studio è stata l’epidemiologa e studiosa di salute pubblica Emily Banks. Per conto del Consiglio australiano su fumo e salute, la dottoressa ha effettuato l’analisi più comprensiva finora realizzata sui danni da utilizzo di sigaretta elettronica. A testimoniare l’importanza della ricerca c’è anche il fatto che il Dipartimento Sanità dell’Australia ha deciso di sovvenzionarlo. E il risultato sono dati che hanno generato un allarme non indifferente.

Il fumo proveniente da una sigaretta elettronica
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I ricercatori australiani hanno infatti presentato prove conclusive che dimostrano come la sigaretta elettronica provochi avvelenamento, lesioni, ustioni, tossicità immediata attraverso l’inalazione. In certi casi esiste anche il rischio di convulsioni. L’uso inoltre genera dipendenza, proprio come avviene con il tabacco nella sua forma più tradizionale. Altri effetti collaterali, meno gravi ma comunque esistenti, sono irritazione alla gola e nausea.

C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare. Se infatti la sigaretta elettronica è nata specificamente per aiutare i fumatori a smettere. Ebbene, lo studio evidenzia che le prove che ciò avvenga realmente sono decisamente scarse. E non solo, perché al contrario sono evidenti le prove di una maggiore assunzione di tabacco da parte dei non fumatori (i fatidici “fumatori passivi”, che “subiscono” la presenza dei tabagisti). Infine, aspetto ancora più grave, chi ne fa uso ha una probabilità tripla di cominciare a fumare davvero.

La sigaretta elettronica si può ricaricare
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Le 430 pagine della ricerca sono il frutto di evidenze derivanti da ben 189 studi sugli impatti che la sigaretta elettronica ha sulla salute. Emily Banks parla peraltro di “centinaia di sostanze chimiche, di alcune della quali è nota la tossicità, mentre molte altre hanno effetti finora sconosciuti“. E le conseguenze sono drastiche: perché tali dispositivi, secondo il Consiglio australiano su fumo e salute, andrebbero addirittura proibiti dai Governi.


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