Perché dovremmo interrompere le vaccinazioni secondo l’Oms

Una volta inoculate le dosi al personale sanitario e alle fasce a rischio, gli Stati Ue dovrebbero consentire l'accesso al vaccino ai Paesi più poveri: è una scelta "morale" ed "economica"

Foto Getty Images | Joe Raedle
newsby Redazione30 Gennaio 2021


L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) richiama gli Stati membri perché, dopo la prima fase di vaccinazioni, venga temporaneamente interrotta la profilassi vaccinale. Farlo, spiegano dall’Istituto Onu, permetterebbe di garantire un “equo” accesso al vaccino anti Covid a livello globale.

Dopo le prime inoculazioni al personale sanitario e alle fasce più a rischio della popolazione, spiega a Bbc la portavoce dell’Oms Margaret Harris, si dovrebbero garantire le forniture del farmaco ai Paesi più poveri.  “È chiaro che sia la cosa moralmente ed economicamente giusta da fare“, ha sottolineato harris.

Harris: “Nessun uomo è un’isola”

Diverse analisi interessanti dimostrano che vaccinare il proprio Paese e poi rimanere seduti a dire ‘stiamo bene’ non funziona a livello economico“, ha spiegato la stessa portavoce Onu. Aggiungendo poi che “La frase ‘nessun uomo è un’isola‘ si applica anche all’economia”.

Lo studio: i Paesi più poveri non raggiungerebbero l’immunità di massa

Gli studi cui fa riferimento Margaret Harris riferiscono che gli 85 Paesi più poveri del mondo potrebbero raggiungere l’immunità di massa solo nel 2024. Addirittura alcuni potrebbero non superare mai l’epidemia di Covid-19 in assenza di vaccini.

Pregliasco dà ragione a Oms

Anche il virologo e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco, è d’accordo con le tesi sostenute dall’Oms. “Non possiamo dimenticare i Paesi più poveri. E non solo per una questione etica”, ha dichiarato Pregliasco all’agenzia AGI.

Secondo Pregliasco, il problema sarebbe anche sanitario: “Senza un vaccino in quei territori il virus può diffondersi incondizionatamente”. Il rischio, rileva Pregliasco, è quello dello sviluppo di nuove varianti. “È assolutamente da prendere in considerazione. Valutiamo di vaccinare le persone a rischio negli altri Paesi prima di immunizzare i nostri giovani”.

Concludendo, Pregliasco: “C’è un nodo da sciogliere: tutti i Paesi sanno che quanto più velocemente si porta a termine la vaccinazione di massa prima riparte l’economia. Ed è difficile pensare agli altri se hai una situazione critica da risanare“.

 


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