OMS: non ci sono prove che i bambini sani abbiano bisogno della dose booster

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che non ci sono ancora prove in grado di stabilire a priori che per i bambini e gli adolescenti sani sia necessaria la dose di richiamo. Nel frattempo l'OMS avverte che la pandemia non è ancora finita, mentre diversi Paesi registrano nuovi record giornalieri di contagi

OMS non ci sono prove che i bambini sani abbiano bisogno della dose booster
Vaccini anti-Covid
newsby Giulia Martensini19 Gennaio 2022


Al momento non ci sono prove che bambini e adolescenti sani abbiano bisogno di dosi di richiamo del vaccino contro il Covid ha affermato il capo scienziato dell’Organizzazione mondiale della sanità Soumya Swaminathan.

Parlando in una conferenza stampa, Swaminathan ha affermato che nel tempo sembra esserci un declino dell’immunità del vaccino contro la variante Omicron del coronavirus in rapida diffusione. Tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per accertare chi ha bisogno di dosi di richiamo.

Non ci sono prove in questo momento che i bambini sani o gli adolescenti pesanti abbiano bisogno di booster. Nessuna prova“, ha detto.

Alcuni Paesi hanno già iniziato a dare la dose di richiamo ai minori

Israele ha iniziato a vaccinare con booster i bambini dai 12 anni e la Food and Drug Administration degli Stati Uniti all’inizio di questo mese ha autorizzato l’uso di una terza dose del vaccino Pfizer per i bambini di età compresa tra 12 e 15 anni.

La scorsa settimana anche Germania e Ungheria hanno raccomandato ai bambini tra i 12 e 17 anni di ricevere la dose di richiamo.

Swaminathan ha affermato che l’OMS si incontrerà alla fine di questa settimana per capire in che modo i Paesi dovrebbero distribuire le dosi di richiamo. 

L’obiettivo è proteggere i più vulnerabili, proteggere coloro che sono a più alto rischio di malattie gravi e di morte. Queste sono le nostre popolazioni anziane, le persone immunocompromesse con patologie pregresse, ma anche gli operatori sanitari“, ha affermato.

Oms: la pandemia non è ancora finita

Il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha lanciato un avvertimento ai leader mondiali che la pandemia di coronavirus “non è affatto finita.

Il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha messo in guardia dal presupposto che la nuova variante dominante di Omicron sia significativamente più mite e abbia eliminato la minaccia rappresentata dal virus. L’intervento è giunto mentre diverse nazione europee hanno registrato un nuovo record di casi giornalieri.

Ieri la Francia ha riportato quasi mezzo milione di nuovi casi giornalieri, mentre per la prima volta in Germania sono state registrate oltre 100.000 nuove infezioni entro 24 ore.

Nell’ultima settimana la variante Omicron ha causato un totale di 18 milioni di nuove infezioni in tutto il mondo. Sebbene sia stata definita meno grave, seppur più contagiosa rispetto alla variante Delta, l’OMS ha avvertito di non lasciarsi influenzare da una “narrativa fuorviante“.

Avvertendo i leader globali che “con l’incredibile crescita di Omicron a livello globale, è probabile che emergano nuove varianti”. Motivo per cui il monitoraggio e la valutazione rimangono fondamentali.

 


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