Novavax, perché il suo vaccino piace agli scettici (e quando arriva in Italia)

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newsby Redazione20 Dicembre 2021


Persuadere gli scettici affinché facciano il vaccino anti Covid? Non sono riuscite totalmente nell’intento le aziende produttrici dei vaccini approvati in Europa (Italia compresa), e nemmeno le campagne pubblicitarie istituzionali, con volti dello spettacolo e dello sport, hanno fatto breccia al cento per cento.

Eppure c’è una realtà convinta di avere le carte in regola per convincere chi diffida dei prodotti finora utilizzati, e che promette di aumentare la percentuale globale di persone vaccinate. Per garantire la tanto sospirata immunità di gregge. La realtà in questione si chiama Novavax, una società di biotecnologie americana che ha promesso un vaccino “diverso da tutti gli altri”, il Nuvaxovid (NVX-CoV2373).

Vaccino Novavax, perché è diverso da quelli già in uso

Il vaccino di Novavax sfrutta una particolare tecnica, quella delle proteine ricombinanti. Si tratta di una strategia utilizzata da tempo contro altre malattie virali, come epatite, pertosse e meningite. Molto distante dalla tecnologia mRna, quella dei vaccini Moderna e Pfizer/BioNTech, per intenderci, e dai vaccini a vettore virale, come quelli di AstraZeneca e Johnson & Johnson. Insomma, il Nuvaxovid è più vicino al concetto più “classico” di vaccino. Ed è per questo che suscita interesse anche fra i cosiddetti No vax.

Intervistato sul tema dall’Huffington Post, il decano dei farmacologi Silvio Garattini, presidente dell’Istituto ‘Mario Negri’ di Milano, ha spiegato perché il vaccino di Novavax è diverso: “Non è l’Rna a produrre proteine nelle cellule che poi suscitano risposta immunitaria – ha detto -. Sono le stesse proteine del virus che, andando a legarsi con le proteine delle membrane cellulari, vengono considerate anche loro come estranee dall’organismo. Grazie a questo meccanismo, quindi, viene sviluppata la risposta immunitaria“.

Resta la prudenza su possibili effetti collaterali

Rispetto ai vaccini a vettore virale, il Nuvaxovid inoltre non utilizza il virus per portare all’interno della cellula la sequenza del codice genetico, ma codifica la proteina spike utilizzando un adiuvante, la saponina. Una sostanza, contenuta in molte piante, che funge naturalmente da “scudo” contro gli agenti patogeni e, secondo Novavax, garantirebbe una risposta immunitaria efficace. Ed è proprio questa tecnologia, che alcuni ritengono più datata di altre ma che proprio per questo considerano più sicura, perché maggiormente sperimentata, che potrebbe convincere chi è ancora reticente.

Il prodotto, inoltre, si può conservare a temperatura di frigorifero ed è adatto alle persone dai 18 anni in su. Attenzione però a definire il vaccino di Novavax più sicuro a priori rispetto a quelli già adottati in Unione europea. “Non si sa ancora se abbia meno effetti collaterali rispetto agli altri vaccini – ha dichiarato Garattini all’HuffPost -. Per fare confronti con gli altri vaccini bisogna avere anche la stessa base di applicazione. Novavax finora è stato somministrato e quindi studiato solo su poche migliaia di persone. Gli effetti collaterali invece si desumono dalla somministrazione a centinaia di milioni di persone.

Nuvaxovid, quando arriva in Europa (e dunque in Italia)

È arrivato l’ok dell’Agenzia europea del farmaco per la distribuzione del Nuvaxovid in Europa. Ancora non sappiamo con precisione quando il vaccino sarà a disposizione dei centri vaccinali italiani (né di quali e quante scorte si approvvigionerà il governo italiano), ma a guardare l’iter che ha portato – ad esempio – il vaccino Pfizer nelle celle frigorifere dei presidi italiani non dovrebbe passare molto tempo. Infatti, il 21 dicembre 2020 la Commissione Europea autorizzò il primo vaccino contro il Covid-19 e il 27 dicembre 2020 venne somministrata la prima dose nel nostro Paese.


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