Remuzzi: “Timori per Delta e dati sulla risposta dei vaccini”

Secondo Remuzzi, medico dell’Istituto Mario Negri, è presto per fare previsioni sull’Italia, ma alcuni dati sono preoccupanti. Se però entro fine settembre si sarà vaccinato abbastanza, le cose cambieranno in positivo

Remuzzi: “Timori per Delta e dati sulla risposta dei vaccini”
Giuseppe Remuzzi
newsby Redazione18 Luglio 2021


“È presto per fare previsioni chiare per quanto riguarda la condizione dell’Italia”, premette Giuseppe Remuzzi. Il medico, direttore dell’Istituto Mario Negri ha assistito a Bergamo alla prima devastante ondata del Covid. E ancora non pensa sia tutto finito. Anzi, “stanno emergendo elementi di preoccupazione”, avverte.

“La variante Delta e le persone che non rispondono ai vaccini”, spiega Remuzzi. Due aspetti che rischiano di complicare la lotta al virus. Sebbene ci siano anche buone notizie. La campagna vaccinale va avanti. “Se entro fine settembre saremo riusciti a raggiungere la gran parte delle persone over 16 con il vaccino le cose potrebbero cambiare. In positivo”, sostiene il direttore dell’istituto di ricerca farmacologica.

Remuzzi: “Alcuni studi sulla risposta vaccinale sono preoccupanti”

Sono queste due forze opposte a rendere opaca la situazione Italiana. Da un lato la variante Delta spinge la curva epidemica verso l’alto. Dall’altro i vaccini tendono ad abbassarla. Bisogna stabilire quale spinta prevarrà. Sicuramente, secondo Remuzzi, sono preoccupanti gli studi fatti in Israele sulla percentuale di persone che non rispondono al vaccino. “Sebbene la protezione ci sia nella maggior parte delle persone, anche dopo la prima dose”, premette il medico.

Abbiamo ospedalizzati e morti anche in persone che hanno ricevuto due dosi di vaccino. Bisogna approfondire e capire meglio chi sono queste persone e perché non hanno avuto una buona risposta”. La variante Delta si sta dimostrando anche più efficace nell’aggirare i vaccini, almeno in chi non ha ricevuto entrambe le dosi. Mentre non è facile individuare i “non responders”.

Le ipotesi sui “non responders”

Potrebbero essere persone con un sistema immunitario compromesso da altre malattie o dai farmaci che assumono”, spiega Remuzzi. “Ma anche persone che semplicemente hanno una risposta modesta”, aggiunge. Il medico del Mario Negri spiega che la risposta immunitaria è “complessa” e non è sufficiente osservare solo gli anticorpi.

Una persona può avere pochi anticorpi ma potenti ed efficaci nel neutralizzare il virus. Oppure molti, ma incapaci di contrastarlo”. Non è tanto negli anticorpi il nodo. Ancora più importante è la risposta cellulare. “Sono le cellule della memoria pronte a produrre altre cellule per uccidere quelle infettate dal virus – spiega Remuzzi -. Capire il loro comportamento dopo il vaccino è fondamentale, ma più complesso, sebbene non impossibile”.

Tutti i trend sul Covid sono tornati a salire

Quello che è certo è però la risalita di tutti i trend con cui si misura la diffusione del Covid”. Numero dei contagi, tamponi positivi, indice di trasmissibilità, sintomatici e in minima parte le ospedalizzazioni. “Per il momento non i decessi, ma lo sappiamo, quelli arrivano dopo”, fa notare Remuzzi. La situazione è sotto controllo, certo. “L’occupazione delle terapie intensive è al 2 per cento. La soglia critica è individuata tra il 30 e il 40 per cento”, aggiunge il medico per rassicurare.

Eppure la corsa della Delta appare ormai inarrestabile. “Al Mario Negri facciamo i sequenziamenti per la Asl di Bergamo. Adesso la variante Delta è nel 50 per cento dei tamponi. Nelle prossime settimane è verosimile arrivi al 90 per cento”. Come in Inghilterra. “Sono avanti a noi di circa 50 giorni, basta guardare là per capire cosa ci attende”, spiega Remuzzi.

Remuzzi: “Mascherine importanti come vaccino”

Nella lotta al Covid non è ancora il caso di abbandonare le mascherine e tornare ad ammassarsi. “I primi dati dopo i festeggiamenti per Euro 2020 lo dimostrano”, afferma Remuzzi. “Se le possibilità di contagio all’aperto sono quasi nulle in condizioni normali, quando ci sono assembramenti schizzano verso l’alto”, fa notare il medico.

Per questo indossare la mascherina è un’arma indispensabile ed efficace quanto i vaccini”, spiega il medico. Basta un dato, secondo Remuzzi. “Uno studio fatto negli Stati Uniti dimostra che il 95 per cento dei contagi sarebbe stato evitabile se si fossero indossate due mascherine in un luogo chiuso e almeno una all’aperto”. Non ci sono alternative: il Covid si sconfigge vaccinando, con i dispositivi di protezione individuale ed evitando gli assembramenti.


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