Covid, quali sono i sintomi per decidere se mandare i figli a scuola

Con l'avvicinarsi della stagione influenzale, emergono nuovi dubbi e interrogativi su quali misure attuare nelle scuole

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Foto Pixabay | Wokandapix
newsby Linda Pedraglio29 Settembre 2021


A distanza di tre settimane dal ritorno in presenza degli studenti, iniziano a verificarsi i primi focali Covid nelle classi di tutta Italia. Mascherine, distanziamento e quarantena non bastano a cancellare la presenza dal virus dalle scuole italiane. Ma a far discutere è soprattutto la misura che impone una quarantena di 7 giorni anche ai contatti vaccinati. Per evitare il continuo ricorso alla didattica a distanza, l’idea del governo è di adottare il sistema delle micro-bolle su modello tedesco. Secondo le ultime indiscrezioni, il governo intende inoltre ridurre la quarantena a 5 giorni e abolirla per gli studenti vaccinati. Mentre sul tavolo di governo si discutono possibili cambiamenti in arrivo, si raccomanda a famiglie e studenti di osservare tutte le misure preventive alla diffusione del contagio.

Covid, quali sintomi per decidere se mandare figlio a scuola

Con l’arrivo del primo freddo e l’avvicinarsi della stagione influenzale, tanti genitori si iniziano a domandare quali siano i sintomi per decidere se mandare i figli a scuola. Secondo gli esperti, la stagione influenzale 2021-2022 potrebbe essere di media intensità con un numero compreso tra i 4 e i 6 milioni di casi. Ma il reale bilancio di influenze stagionali dipenderà da quanti si sottoporranno al vaccino anti-influenzale. Quindi come decidere quando mandare i figli a scuola?

l Protocollo di sicurezza, per l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, conferma l’obbligo di rimanere al proprio domicilio, in presenza di temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali. In questo caso, bisogna chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. Confermato il divieto di rimanere a scuola anche quando si verificano condizioni a rischio dopo l’ingresso a scuola. Come, sintomatologia respiratoria, temperatura corporea superiore a 37,5°, provenienza da zone a rischio e contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti.

Chi ha il compito di misurare la temperatura

Misurare la temperatura corporea prima di recarsi a scuola è compito della famiglia. Infatti, secondo quanto riportato dal Ministero dell’Istruzione, il Comitato Tecnico Scientifico non ha reputato opportuna la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso, né per gli alunni, né per il personale. Ma chi ha una temperatura corporea superiore ai 37,5°C non potrà accedere agli ambienti scolastici. Questa semplice misura di buon senso previene, infatti, la possibile diffusione del contagio che potrebbe avvenire nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto, quando si attende di entrare a scuola o in classe.

Per ulteriori dubbi, è possibile consultare le Faq sul sito del Ministero dell’Istruzione.


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