Covid, in calo indice Rt e incidenza settimanale. Stabili le terapie intensive

È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio. Lieve calo dei casi di Covid rilevati tramite tracciamento dei contatti

Il Covid: dopo la Omicron, la nuova minaccia è la variante Xe
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newsby Alessandro Bolzani8 Aprile 2022


Dall’ultimo monitoraggio settimanale condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dal Ministero della Salute emerge un calo dell’incidenza settimanale del Covid e dell’indice di trasmissibilità Rt. Quest’ultimo, calcolato sui casi sintomatici, è stato pari a 1,15, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (quando era a 1,24) e con un range che ha superiore alla soglia pandemica anche nel limite inferiore (1,04 – 1,30). L’Rt aveva raggiunto un valore ancora più basso lo scorso 25 marzo, quando era stato pari a 1,12. L’indice non scende sotto la soglia epidemica dallo scorso 18 marzo, quando era arrivato a 0,94.
L’incidenza settimanale, invece, è stata pari a 776 casi ogni 100mila abitanti. Un calo importante rispetto agli 836 della settimana precedente.

È rimasto stabile al 4,7% il tasso di occupazione delle terapie intensive. Quello delle aree mediche a livello nazionale è salito dal 15,2% (dati al 31 marzo) al 15,5% (dati al 7 aprile).

Covid, solo una regione/provincia autonoma a rischio alto

Solo una regione/provincia autonoma è stata classificata ad alto rischio a causa di molteplici allerte di resilienza. Altre undici sono state classificate a rischio moderato, perché presentano almeno un’allerta di resilienza. Due di esse presentano un’elevata probabilità di progressione a rischio alto.

Per quanto riguarda i casi di Covid rilevati tramite il tracciamento dei contatti, dal monitoraggio emerge che nell’ultima settimana c’è stato un lieve calo (dal 14 al 13%). Leggera diminuzione anche per la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 37%). In calo anche la percentuale dei casi diagnosticati tramite l’attività di screening (dal 49% al 48%).

Nonostante questo lieve miglioramento, ci sono vari fattori che spingono a non abbassare la guardia. Il primo è senz’altro la variante Xe del Covid, che secondo le stime degli esperti potrebbe essere più contagiosa del 10% di Omicron 2. Inoltre, come sottolineato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, la circolazione del virus in Italia è ancora elevata.


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