Covid, crescono i decessi tra i vaccinati | Ma c’è una spiegazione

Il vaccino anti Covid non basta più per proteggersi dai rischi di contagio? I dati sulle morti negli Usa rispondono, anche sulle contromosse

La positività al Covid
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newsby Marco Enzo Venturini11 Maggio 2022


Per mesi c’è stata una divisione nettissima tra le persone morte per Covid che non si erano sottoposte alla vaccinazione e coloro che invece hanno inoculato una o più dosi. Secondo i dati che le autorità statunitensi hanno raccolto, tuttavia, qualcosa sta cambiando. Ma è opportuno spiegare quali siano i motivi.

Negli Usa, come in altre parti del mondo, i contagi da Covid stanno tornando ad aumentare e con essi l’apprensione sui modi più efficaci per contrastarli. Il problema principale è dovuto alla diffusione sempre maggiore di varianti su cui la scienza necessita ulteriori approfondimenti. Al contempo, la percentuale di persone vaccinate è chiaramente sempre più alta, ma la pandemia non si arresta. Come comportarsi, quindi, e soprattutto cosa aspettarsi in vista del prossimo autunno e il successivo inverno?

Covid, perché anche i vaccinati muoiono (e quali): i dati

L’allarme arriva dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), importante organismo di controllo sulla sanità pubblica Usa. I dati federali parlano di decessi per Covid di persone vaccinate inferiori al 25% a settembre 2021. Questo numero, tuttavia, è salito oltre il 40% a gennaio e febbraio di quest’anno. E il motivo principale si lega alla diffusione proprio di una temutissima variante, nello specifico l’arcinota Omicron.

La temutissima variante Omicron del Covid
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Resta importantissimo, è bene specificarlo, il numero di persone che dal dicembre 2020 si sono salvate proprio grazie alla vaccinazione. I CDC parlano di milioni di cittadini, gli stessi che oggi continuano a essere enormemente meno esposti al rischio di ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso. Ciò su cui la scienza sta sempre più insistendo, tuttavia, è l’importanza assoluta delle dosi booster per contrastare in maniera efficace le nuove varianti del Covid.

I CDC hanno infatti verificato che tra i (tanti, percentuali alla mano) decessi di vaccinati a gennaio e febbraio 2022, meno di un terzo di queste persone si era sottoposto alla dose booster del vaccino. Il fatidico “richiamo”, ritenuto ormai essenziale considerando con quale velocità il virus si evolva mese dopo mese. L’organismo federale Usa ha infatti verificato che un vaccinato ha un quinto delle possibilità di morire per Covid rispetto a chi non si sia sottoposto nemmeno alla prima dose. Chi ha effettuato il booster, però, ha un rischio di decesso tre volte inferiore rispetto a chi si è fermato prima.

Una fila di fiale di vaccino anti Covid
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In altre parole, i CDC incoraggiano le persone a essere costantemente “aggiornate” sulle vaccinazioni contro il Covid-19. Non completare il ciclo, infatti, potrebbe non rivelarsi più sufficiente per sentirsi completamente fuori pericolo. Tanto più che l’efficacia del vaccino cala con il tempo. Lo dimostra il fatto che a gennaio arrivava negli Usa al 57% per le due dosi, ma addirittura al 90% per le tre dosi. Il ritorno di autunno e inverno spaventano la Casa Bianca, che parla di 100 milioni di possibili nuovi casi in arrivo. Ma gli esperti affermano che esistano gli strumenti per garantire che le infezioni non diventino tragiche. La risposta è nel booster, da somministrarsi al più alto numero di cittadini possibile.


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