Stato di emergenza, Salvini: “Ricorso alla Corte Costituzionale”

Il leader della Lega ha parlato anche del caso Open Arms: "Vado in Senato a testa alta"

newsby Andrea Corti29 Luglio 2020



Conte ha ricevuto la bocciatura da un suo professore, Cassese, giudice emerito della Consulta, che ha detto una cosa che parrebbe banale ma evidentemente per alcuni non lo è: se non c’è emergenza non c’è lo stato di emergenza. Con queste parole Matteo Salvini ha criticato nuovamente l’esecutivo, a margine del suo intervento alla manifestazione dei consulenti del lavoro a Piazza di Montecitorio, sulla decisione di prorogare lo stato di emergenza. Il provvedimento ha ottenuto il semaforo verde dalla Camera dei Deputati nella giornata di mercoledì.

La decisione del governo non è piaciuta affatto all’opposizione, compreso il leader della Lega, ed è proprio quest’ultimo a promettere battaglia, anche davanti ai giudici. “Con i nostri giuristi faremo ricorso alla Corte Costituzionale perchè si tratta di un attentato alla democrazia – ha chiosato Salvini –. Lo stato di emergenza crea un danno economico, sociale e culturale all’intera Italia”.

Salvini: “L’unico stato di emergenza è legato all’immigrazione”


Il senatore leghista ha poi rincarato la dose contro l’attuale governo anche sulla questione migranti, alla vigilia della giornata in cui proprio il Senato si esprimerà sulla possibilità di autorizzare il processo a carico dello stesso Salvini sul caso Open Arms. “L’unico stato d’emergenza in Italia è quello dell’immigrazione – ha detto l’ex ministro dell’Interno -. Fra ieri e oggi sono sbarcati più di 600 clandestini, altre decine sono scappati e sono stati trovati positivi al virus. Perciò dico che l’unico stato di emergenza è nei porti italiani”.

“Ho dimostrato, a costo di subire processi, che l’immigrazione si può controllare e limitare – ha aggiunto Salvini -. Il governo, però, preferisce chiudere i negozi, io preferisco chiudere i porti. Sono ottimista per natura, nonostante domani il Senato decida sull’ennesimo mio processo. Vado in quell’aula a testa alta e se dovrò rispondere di un mio presunto reato per difendere il mio Paese ci andrò assolutamente tranquillo”.


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