Recovery Fund, Salvini: “Gli italiani aspettano fatti, non parole”

"Se arrivano soldi veri siamo felici, l'Italia non chiede un favore all'Europa" ha dichiarato il leader della Lega

newsby Redazione27 Maggio 2020



“Dall’Europa aspettiamo non più promesse ma soldi veri”. Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato così la proposta della Commissione europea sul Recovery Fund, al termine di un incontro con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico. “Si tratta dell’ennesima dichiarazione da parte della Commissione europea – ha aggiunto Salvini -. Gli imprenditori e i lavoratori italiani aspettano fatti”.

“Chiediamo all’Europa i soldi già pagati dagli italiani”

Salvini ha ribadito la sua posizione sul Recovery Fund e in generale sugli aiuti da parte dell’Europa davanti ai cronisti: “Se arrivano soldi veri siamo felici, anche perché l’Italia non chiede un favore all’Europa, abbiamo contribuito al bilancio europeo con 140 miliardi netti usciti dalle tasche degli italiani e finiti a Bruxelles”.

“Quindi noi non chiediamo i soldi dei tedeschi, dei francesi o dei polacchi – ha spiegato il leader della Lega – ma quantomeno i soldi già pagati dagli italiani. Se arriveranno fatti positivi li accetteremo ben volentieri, noi siamo persone concrete”.

“Autonomi e Cig, rischio tensione sociale”


Oltre alla questione Recovery Fund, Salvini ha anche parlato dell’esito dell’incontro con i vertici dell’Inps: “Il tema dei lavoratori autonomi è importante: partite Iva, artigiani e stagionali, che soprattutto nel settore del turismo e della ristorazione saranno i più penalizzati. Il governo deve superare le discriminazioni iniziali perché ci sembra che il lavoro autonomo sia stato ampiamente discriminato rispetto ad altri settori professionali”.

Sulla questione dell’indennizzo di 600 euro, l’ex ministro dell’Interno ha specificato: “I professionisti denunciavano che chi aveva preso i 600 euro a marzo non potesse prenderli nei mesi a venire, la l’Inps ci ha assicurato che la legge li garantisce a tutti fino alla fine di maggio. Dal 1° giugno, però, milioni di lavoratori saranno scoperti: o ci mettono i soldi o i problemi li troveranno in piazza”.

Preoccupa anche la questione legata ai lavoratori in Cassa integrazione: “Occorre mettere in bilancio almeno un miliardo in più per evitare che milioni di lavoratori in piena estate rimangano senza cassa e senza stipendio. Serve uno sforzo economico ulteriori da parte del governo altrimenti da giugno si rischia la tensione sociale”.


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