Manovra, Letta: “È un inno all’evasione fiscale”

Per il segretario del Pd la manovra "è senza visione e sembra un decreto aiuti che non ha la visione di una legge di bilancio"

newsby Redazione1 Dicembre 2022



Per Enrico Letta, il segretario del Pd, la manovra 2023 non farà altro che incentivare l’evasione fiscale. Questa critica è arrivata nel coso di un punto stampa. “Stiamo affinando la nostra controproposta rispetto alla legge di bilancio: usciamo confermati nel nostro giudizio negativo sulla manovra economica del Governo, che è senza visione e sembra un decreto aiuti che non ha la visione di una legge di bilancio. Totalmente inadeguata per affrontare l’emergenza dell’inflazione. C’è bisogno di intervento importante su costi dell’energia e cuneo fiscale: su questo tante promesse ma alla fine è un intervento invisibile. Sul tema dell’energia gli interventi non riescono strutturalmente a sistemare il problema, bisognerebbe disaccoppiare costo del gas e delle rinnovabili. È iniqua perché toglie ai più poveri ed è un inno all’evasione fiscale sul tema del contante e del pos. Presenteremo controproposte su salario minimo e cuneo fiscale, ha spiegato Letta.

Manovra, Landini: “Toglie a chi lavora per dare a chi pensa di evadere”


La posizione di Maurizio Landini sulla legge di bilancio non è molto lontana da quella di Letta. Proprio oggi, giovedì primo dicembre, il segretario generale della CGIL ha preso parte a un incontro nella sede del Pd. “Abbiamo ascoltato le ragioni del Partito Democratico e della sua contrarietà alla manovra. Abbiamo ribadito il nostro giudizio negativo sulla manovra e torneremo dal Governo per dire cosa non riteniamo accettabile. Abbiamo proposto a CISL e UIL di riorganizzare mobilitazioni sul territorio con l’obiettivo di cambiare una legge di bilancio sbagliata. Inaccettabile la reintroduzione dei voucher, blocco delle pensioni e tagli sulla sanità pubblica anziché investire. Anziché prendere profitti e extraprofitti dove dono toglie ai poveri a chi lavora per dare a chi pensa di evadere. Anche il mancato salario minimo di ieri dà l’idea di chi non vuole affrontare un problema della legge sulla rappresentanza e dei contratti pirata. È l’inizio di una mobilitazione per dire al governo che va cambiata strada”, ha spiegato Landini.

 


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