Mafia, Lamorgese: “Sfida non ancora vinta, ora irripetibile opportunità”

"Abbiamo tutti gli strumenti per impedire alla mafia di mettere le mani sulle risorse da destinarsi alla ripresa del nostro Paese"

newsby Alessandro Boldrini25 Maggio 2022



La mafia certamente ha avuto in questi anni delle cocenti sconfitte, ma non è ancora vinta“. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo al convegno ‘Il ruolo della finanza nella lotta alla mafia’ a Milano nell’ambito delle celebrazioni del trentesimo anniversario della Dia, la Direzione Investigativa Antimafia. “Per un’economia libera da un’ipoteca mafiosa c’è bisogno di legalità e fiducia“, ha aggiunto Lamorgese.

Il contrasto alla mafia in Italia: il punto della ministra Lamorgese


Un nuovo banco di prova ci attende – ha aggiunto la ministra Lamorgese –. Ma abbiamo tutti gli strumenti per impedire che la mafia e le mani delle mafie possono infiltrarsi e allungarsi sulle risorse che dovranno essere destinate alla ripresa del nostro Paese a seguito dello shock pandemico. Da questa irripetibile opportunità occorre però anche trarre lo slancio per creare le condizioni di un mondo migliore. Quello che noi vogliamo consegnare alle prossime generazioni“.

La legislazione antimafia in vista di questo gravoso impegno che ci attende ha ulteriormente rafforzato i suoi presidi legalitari. Lo ha fatto proprio per scongiurare che la destinazione delle risorse risulti compromessa da indebite ingerenze criminali“, ha spiegato la ministra. Che poi ha reso omaggio a chi sul territorio contribuisce a contrastare la criminalità organizzata: “In questo delicato esercizio, un ruolo importante è quello dei Prefetti. La legge assegna loro una funzione di anticipata tutela dal rischio di infiltrazioni della mafia nel mercato degli appalti. Questo potere ha dato buone risposte, anche in occasione di recenti investimenti pubblici“.

Fontana: “Falcone e Borsellino vanno ricordati tutti i giorni”


Più una procedura è complicata, e più si dà lo spazio a qualcuno di intromettersi. Per offrire un percorso agevolato. Per offrire la possibilità di qualche scappatoia. Credo che la semplificazione agevolerebbe le imprese serie“. Senza però mai abbassare la guardia e mantenendo una “attenzione massima” a possibili infiltrazioni della mafia nei gangli dell’economia. Così, invece, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

La Dia sta lavorando molto bene. È nata proprio come risposta a quella drammatica stagione delle stragi, le cui vittime vanno ricordate tutti i giorni. Falcone e Borsellino sono stati i primi ad affrontare veramente nel modo giusto la mafia e le organizzazioni criminali. Sono stati loro a rilanciare questa grande battaglia“, è stato invece il ricordo di Fontana delle vittime della criminalità organizzata.


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