Kazakhstan, Di Maio: “Italia preoccupata, cessi la violenza”

Il ministro degli Esteri ha parlato di quanto avvenuto nel Paese centro-asiatico Nel corso di una conferenza stampa da Villa Madama, tenuta assieme all'omologa tedesca Annalena Baerbock

newsby Andrea Corti10 Gennaio 2022



Nel corso di una conferenza stampa da Villa Madama, tenuta assieme all’omologa tedesca Annalena Baerbock, il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha parlato di quanto avvenuto in Kazakhstan negli ultimi giorni. “L’Italia segue con grandissima preoccupazione la situazione in Kazakhstan ed ovviamente chiediamo con forza che le violenze cessino immediatamente“. Commentando all’ipotesi di una sospensione degli armamenti verso il Paese centro-asiatico, Di Maio ha spiegato che per una qualunque iniziativa “ci coordineremo con i partner internazionali ed europei“, ed in ogni caso “siamo totalmente disponibili a sostenere la stabilizzazione e l’allentamento dell’escalation“.

“Partnership strategica Italia-Germania è matura”


Di Maio ha poi parlato della possibilità di una collaborazione più stretta tra l’Italia e la Germania. “I tempi sono maturi per rendere questa lunga amicizia una partnership strategica. Guardiamo entrambi con grande interesse alla presidenza francese dell’Ue che si inserisce in un momento di cambiamento“, ha spiegato.

Scuola, Di Maio: “Assicurare le lezioni in presenza”


Non sono mancati dei commenti sull’evoluzione della lotta al Covid-19. “L’Italia sta portando a casa dei risultati importanti” nella lotta alla pandemia, “anche l’obbligo vaccinale per gli over 50 è un ulteriore tassello della nostra strategia, che viene portata avanti ascoltando la comunità scientifica. Siamo convinti – ha aggiunto – che per le scuole si debba fare uno sforzo per assicurare le lezioni in presenza“, ha aggiunto Di Maio.

Migranti, Di Maio: “Se non a 27, cooperazione tra i Paesi più responsabili”


Di Maio ha affrontato anche il tema dell’immigrazione. “Abbiamo dei progetti a medio e lungo termine. Redistribuzioni e rimpatri sono lo strumento per dimostrare spirito di solidarietà all’interno dell’Unione Europea. Se non riusciremo a dimostrarlo a 27, lo dimostreremo tra i Paesi che hanno più a cuore i principi di solidarietà e responsabilità sul tema dell’immigrazione“.


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