Il terzo mandato di sindaci e governatori divide la maggioranza: ecco perché

Lega e Fratelli d’Italia continuano il braccio di ferro sul terzo mandato per i governatori. Tema molto sentito in Veneto, con Luca Ciriani (FdI) che nei giorni scorsi aveva parlato di un Luca Zaia “Non eterno”. “Mi sento un po’ come San Sebastiano con le frecce che arrivano. Sono convinto che l’eternità non è di questo mondo. Ma anche sorpreso che l’unico dibattito di questo Paese sia il sottoscritto” ha contrattaccato poi lo stesso governatore veneto.

Luca Zaia
Luca Zaia | ansa – newsby.it

Braccio di ferro

Il Carroccio ha infatti presentato in commissione Affari costituzionali del Senato un emendamento in cui chiede di elevare da due a tre il limite dei mandati sia per i Presidenti di Regione che per i sindaci di tutte le città, indipendentemente dalla popolazione. Per il partito di Giorgia Meloni, tuttavia, la partita è chiusa: “Tocca alla Lega decidere cosa fare, noi siamo fermi sulla nostra posizione, per ora non ci sono novità” specifica Fratelli d’Italia.

L’emendamento sarà votato giovedì, con l’interessamento anche di molti amministratori del Partito Democratico. I Dem hanno chiarito la volontà di: “Non voler togliere le castagne del fuoco al centrodestra”, lasciando intendere la possibile astensione in commissione. Anche se risultano in corso interlocuzioni tra Elly Schlein e gli amministratori del suo partito, come annunciato sabato al termine della segreteria Dem. “Non ci posizione cristallizzate, la discussione è aperta” è la linea scelta dalla leader del Pd. Attacca Fratelli d’Italia anche Matteo Renzi: “Meloni vuole mettere le mani sul Veneto e mandare a casa Zaia. !uindi la discussione in corso non è sul terzo mandato ma sui rapporti di forza tra Meloni e Salvini e non escludo che – afferma – dopo le Europee possano anche litigare, magari arrivando a due candidature diverse se non ci sarà il terzo mandato”.

Cosa contiene l’emendamento presentato dalla Lega

L’emendamento presentato dalla Lega è composto da cinque pagine, in cui sono elencati i motivi per cui secondo il Carroccio è necessario superare il tetto minimo dei due mandati. Ad oggi per i comuni con popolazione fino a 5mila abitanti non esiste più alcun limite di mandato per i sindaci, per i comuni con popolazione da 5.001 fino a 15.000 abitanti esiste un limite di tre mandati consecutivi, mentre per i comuni con oltre 15.000 abitanti il limite rimane quello dei due mandati consecutivi.

Questa disparità, che riguarda quindi solo 730 sindaci su un totale di 7.896 comuni presenti in Italia, si legge nell’emendamento: “Rappresenta un assetto differenziato di regole in materia di accesso alla carica di sindaco che viola alcune fondamentali previsioni costituzionali, contraddistinto da una intrinseca irrazionalità, che non appare ragionevolmente giustificabile alla luce di esigenze oggettive e di sistema”. “Oltre alle questioni di diritto – continua il documento – esistono però anche motivazioni politiche per l’abolizione del limite dei mandati ai sindaci e agli amministratori. Innanzitutto la continuità amministrativa e poi l’esperienza e competenza di un sindaco che ha già servito due mandati, e ancora una risposta alle esigenze locali laddove mantenere un sindaco ben consolidato potrebbe essere la risposta migliore per rispondere efficacemente alle esigenze specifiche della comunità locale”.

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