Giorno del Ricordo, Draghi: “Confini non siano causa di conflitto”

Il premier: "il Giorno del Ricordo ci impone ci fermarci e riflettere sulle terribili sofferenze vissute dagli italiani nell'alto Adriatico intorno alla fine della seconda guerra mondiale"

newsby Redazione10 Febbraio 2022



Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, una ricorrenza istituita il 30 marzo 2004 per ricordare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Durante un intervento in Senato, il premier Mario Draghi ha parlato dell’importanza di questa giornata. “Il Giorno del Ricordo ci impone ci fermarci e riflettere sulle terribili sofferenze vissute dagli italiani nell’alto Adriatico intorno alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi commemoriamo le donne e gli uomini uccisi per mano dei partigiani jugoslavi e dalla persecuzione del regime di Tito. Ricordiamo tutti coloro che furono costretti a lasciare la propria terra. La ricorrenza di oggi deve essere anche un’occasione per rafforzare i legami con i nostri vicini. Dobbiamo guardarci l’un l’altro con benevolenza e con rispetto. Non fare dei confini una causa di conflitto ed evitare che gli errori del passato diventino motivo di divisione o di risentimento“.

Giorno del Ricordo, Casellati: “Proseguire cammino comune contro ogni oblio”


Anche Elisabetta Casellati, la presidente del Senato, è intervenuta in occasione della commemorazione del Giorno del Ricordo. “Un appuntamento che, anche quest’anno, ci riunisce nella solennità del Parlamento, cuore della democrazia, per riflettere su una delle più grandi tragedie del Novecento e per proseguire il comune cammino contro ogni forma di oblio, nella consapevolezza che la memoria è la prima pietra su cui costruire un autentico percorso di pace e riconciliazione“.

 


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