Da Gallera a Moratti: la gestione dell’emergenza Covid in Lombardia

Anche sotto la guida del nuovo assessore al Welfare, la Regione si ritrova ad affrontare una serie di controversie legate alla gestione della pandemia di Covid-19

Da Gallera a Moratti: la gestione dell’emergenza Covid in Lombardia
newsby Alessandro Bolzani27 Gennaio 2021


Sono passate solo poche settimane dalla nomina di Letizia Moratti a nuovo assessore al Welfare della Lombardia, ma nonostante le buone intenzioni l’ex sindaca di Milano ha prestato il fianco immediatamente alle critiche per alcune controversie legate alla gestione della pandemia di Covid-19 da parte della Regione Lombardia. Anche Moratti, come il suo predecessore Giulio Gallera, è costretta a far fronte a una serie di accuse. E l’elenco degli errori istituzionali continua ad arricchirsi.

Gli errori di Letizia Moratti

Moratti e i vaccini in base al Pil

L’arrivo di Letizia Moratti nella giunta della Lombardia non ha portato con sé un’inversione di tendenza rispetto al recente passato. Il primo errore, a livello di comunicazione, è arrivato pochi giorni dopo la sua nomina ad assessore al Welfare della Regione. Durante una riunione con i capigruppo del consiglio regionale, Moratti ha proposto di prendere in considerazione anche il Pil tra i criteri con cui determinare i tempi di consegna dei vaccini anti-Covid alle regioni. Un’affermazione che è stata accolta con critiche accesissime e che l’ex sindaca di Milano ha provato a chiarire in un secondo momento. “Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito. Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione che, questo sì ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso, la Lombardia ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa”.

Moratti e l’errore sui numeri della Lombardia

Nel corso di gennaio, la Lombardia è stata messa per errore in zona rossa per una settimana. Moratti ha subito puntato il dito contro il Governo e ha organizzato dei ricorsi per tornare in zona arancione. È però emerso che l’errore non sarebbe dell’esecutivo, ma della Regione. Infatti, negli ultimi giorni sono emerse alcune email in cui l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) faceva notare alla Regione un indice Rt calcolato in modo errato, con i guariti che continuavano a essere contagiati come malati anche dopo il 21esimo giorno di positività. La Lombardia ha tentato di dare la colpa dell’errore all’algoritmo usato del Governo, che però nel resto d’Italia ha funzionato senza problemi.

Gli errori di Giulio Gallera

Il ringraziamento alle cliniche private

Nei primi mesi dell’emergenza Covid-19 emersero numerose criticità nel sistema ospedaliero della Lombardia. A febbraio, per esempio, i posti letto di terapia intensiva a disposizione erano circa 8,5 su 100.000 abitanti: troppo pochi per affrontare l’epidemia in modo efficace. Per risolvere il problema, la Regione si ritrovò a contrattare con i gestori delle cliniche private per la messa a disposizione di letti per i pazienti più gravi. Non è dunque difficile capire perché una particolare affermazione di Gallera venne aspramente criticata sia dall’opposizione che dalla maggioranza. “Gli ospedali privati vanno ringraziati perché hanno aperto le loro terapie intensive e le loro stanze lussuose ai pazienti ordinari”.

La gaffe sull’indice Rt

Un’altra gaffe dell’assessore al Welfare della Lombardia risale al 22 maggio. Nel corso di una diretta sulla pagina Facebook “Lombardia Notizie”, Gallera commise un errore parlando dell’Indice Rt, che in quel periodo era sceso a 0,51. “Per infettare me, bisogna trovare due persone infette nello stesso momento, perché è a 0,50, no? Quando è a 1, invece, basta incontrare una persona infetta per essere contagiati”. In realtà, l’indice Rt misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva e indica quante persone possono essere potenzialmente infettate da un contagiato. Non è dunque legato alla “prossimità”, come invece emergeva dall’esempio di Gallera.

I problemi dell’ospedale a FieraMilanoCity

Giulio Gallera ha più volte difeso l’ospedale in Fiera Milano City, nonostante gli evidenti problemi che lo affliggevano. La struttura, costata 26 milioni di euro (finanziati con donazioni private), non è mai stata in grado di ospitare i 500 pazienti inizialmente previsti. La mancanza di personale ha reso il nuovo nosocomio meno efficace del previsto nella lotta al coronavirus.

L’ultima dichiarazione infelice

L’ultimo errore di Gallera, da cui pressoché chiunque ha preso le distanze, ha riguardato i ritardi nelle vaccinazioni anti-Covid in Lombardia. Spiegando la situazione, l’ex assessore al Welfare aveva dichiarato che il piano regionale non avrebbe potuto essere anticipato perché molti medici erano in ferie. “Trovo agghiacciante la classifica di chi finora ha vaccinato più persone, i conti facciamoli tra quindici o venti giorni. Abbiamo medici e infermieri che hanno cinquanta giorni di ferie arretrate. Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa. Ma staremo nei tempi previsti”, aveva aggiunto.


Tag: CoronavirusGiulio GalleraLetizia MorattiLombardiavaccini