Fiducia al governo, le storie
dei senatori Rossi e Ciampolillo

Una è stata una berlusconiana di ferro, l’altro un espulso dai 5 Stelle per i mancati rimborsi: eppure hanno votato entrami a favore di Conte, alla fine di una giornata politica piena di colpi di scena

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Lello Ciampolillo
newsby Lorenzo Grossi20 Gennaio 2021


Lello Ciampolillo e Mariarosaria Rossi: sono loro due dei protagonisti della fiducia accordata al governo da parte del Senato nella giornata convulsa di ieri. Entrambi hanno votato Sì al Conte 2, determinando così la quota 156 di Palazzo Madama, nonostante venissero dall’opposizione. Storie politiche diversissime quelle dei due, culminate nella lunghissima serata in Aula, al termine di una votazione a dir poco rocambolesca.

Mariarosaria Rossi, una vita passato a fianco di Berlusconi

Mariarosaria Rossi, classe 1972, nata a Piedimonte Matese, ex animatrice e pr delle discoteche romane, era una fedelissima di Silvio Berlusconi. Insieme a Francesca Pascale, futura compagna del Cavaliere, fa la comparsa nel famoso video “Meno male che Silvio c’è”. Nel 2008, sulle trionfali note azzurre, viene eletta deputata. È lei la più stimata politicamente e mediaticamente dai vertici azzurri. Il soprannome di “zarina” entra nel lessico politico dei palazzi che contano. Prende possesso anche di una stanza a palazzo Grazioli, allora residenza di Berlusconi: un ufficio dove si sfornano idee e slogan.

Diventa senatrice del Pdl nel 2013 e, il 16 novembre di quell’anno, entra nella rinata Forza Italia. Sono gli anni del ‘cerchio magico’: sta sempre con Silvio, assieme alla Pascale. Nel 2018 viene di nuovo rieletta senatrice alle elezioni del 4 marzo. Mai una frase fuori posto, mai un cenno di ribellione. Insomma, una che a Berlusconi voleva davvero bene, come ha fatto a mettersi fuori dalla mischia? “Non ci posso credere!”, dice con un filo di voce un azzurro di lungo corso.

Lello Ciampolillo: l’uomo da ‘Var’ nella fiducia al governo

Per una che è stata appena espulsa da Forza Italia proprio per avere accordato la fiducia a un governo di centrosinistra, ce ne potrebbe essere uno che potrebbe rientrare nel Movimento 5 Stelle dopo avere votato in extremis al Senato. Lello Ciampolillo è stato protagonista nel finale della discussione in Senato. L’ex pentastellato aveva chiesto di votare dopo essere stato assente alle due chiame, ma la presidente Casellati lo ha bloccato: “Avevo già chiuso la votazione della seconda chiama”. Lì sono esplose le proteste dell’Aula, tanto che Casellati ha preteso di rivedere il video della votazione. Qui è nata la discussione sul fatto se fosse arrivato in tempo per esprimere il proprio voto oppure no. E il commento goliardico di alcuni senatori: “È l’assistenza video, il Var”. Alla fine la seconda carica dello Stato ha riammesso al voto sia Ciampolillo sia l’altro ‘assente’ Riccardo Nencini, che hanno votato entrambi sì.

Dalla lotta a favore degli ulivi ai mancati rimborsi ai 5 Stelle

Nato a Bari il 2 Febbraio 1972, alle elezioni amministrative del 2009 è stato il candidato dei pentastellati per la carica di sindaco di Bari dove ha ottenuto appena 749 voti (0,4% dei consensi). Nel 2013 è stato eletto senatore nella circoscrizione Puglia per il Movimento 5 Stelle, divenendo il 7 maggio dello stesso anno membro della VIII Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) e dal 5 giugno di quella per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Celebri le sue battaglie contro i provvedimenti di contrasto al batterio Xylella mediante l’abbattimento degli olivi. Viene rieletto al Senato nel 2018, ma il 31 gennaio 2020 viene espulso dal partito al termine dell’istruttoria sui mancati rimborsi. Ora, dopo la fiducia al governo presieduto Giuseppe Conte, ritornerà nella ‘casa’ politica originaria?


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