Elezioni europee, per chi hanno votato gli studenti fuori sede? E quali difficoltà hanno incontrato?

Stravince Alleanza Verdi e Sinistra con oltre il 40% delle preferenze, nessun partito di maggioranza supera il 4%. Ma per alcuni giovani esprimere il proprio voto è stato tutt’altro che facile

Nelle recenti elezioni europee, il voto degli studenti fuori sede ha evidenziato un chiaro orientamento verso sinistra, con Alleanza Verdi e Sinistra che ha ottenuto oltre il 40% delle preferenze. Questo risultato ha visto il partito in cui era eletta anche Ilaria Salis superare nettamente gli altri, con il Partito Democratico al 25,5% e Azione al 10,2%. Seguono il Movimento 5 Stelle al 7,84% e Stati Uniti d’Europa al 7,64%. Nessun partito della maggioranza ha raggiunto il 4%. La possibilità, per la prima volta, per gli studenti italiani di votare lontano dal proprio Comune di residenza ha rivelato una tendenza politica precisa in questa categoria.

I risultati tra i più giovani

Tuttavia, il numero di partecipanti è stato limitato: solo 17.561 studenti fuori sede hanno votato. Dal Ministero dell’Interno emerge che 23.734 studenti hanno richiesto di votare lontano da casa, rappresentando il 4% del totale. Questo dato mette in evidenza una partecipazione ancora bassa, ma significativa, che ha permesso di delineare una chiara preferenza politica tra i giovani fuori sede. Guardando invece al voto dei giovani tra i 18 e i 29 anni, si nota una diversa tendenza: il Partito Democratico è primo con il 18%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 17% e da Alleanza Verdi e Sinistra al 16%. Fratelli d’Italia si ferma al 14%. Questo dato è significativo se confrontato con le elezioni politiche del 2022, quando la fascia d’età premiò principalmente il partito di Giorgia Meloni. La leadership di Elly Schlein sembra aver conquistato una maggiore fiducia tra i giovani, evidenziando un cambiamento di rotta rispetto al recente passato.

Spoglio schede elezioni
Spoglio schede elezioni | Ansa – footbola.it

Le difficoltà del voto per gli studenti fuori sede

Non sono mancate le difficoltà per gli studenti nel votare fuori sede. La procedura richiedeva una comunicazione tra il Comune di residenza e quello di domicilio, ma molti comuni più piccoli sono dotati solo di un indirizzo PEC e non di un numero di telefono. L’associazione MÁS (Movimento per l’Autocoscienza del Sud) sta raccogliendo segnalazioni su questi problemi. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera una ragazza ha raccontato che la sorella ha dovuto aspettare che il Comune di Milano chiamasse gli uffici del loro comune in Calabria per ricevere la documentazione necessaria, sottolineando che il suo comune ha solo una PEC e non è raggiungibile telefonicamente. Problemi simili sono stati riscontrati in Basilicata. A Torino, alcuni studenti hanno segnalato il mancato invio dell’attestazione di ammissione al voto, e solo tramite passaparola hanno ottenuto il link per scaricare il documento necessario per votare.

Queste elezioni europee hanno quindi non solo evidenziato le preferenze politiche degli studenti fuori sede e dei giovani, ma anche messo in luce le difficoltà burocratiche che ancora ostacolano il diritto di voto per molti italiani. È evidente che ci sono ancora numerosi ostacoli che devono essere superati per garantire che ogni cittadino possa esercitare il proprio diritto al voto senza intoppi. Le segnalazioni raccolte dall’associazione MÁS sono solo la punta dell’iceberg di un problema più ampio che richiede attenzione e interventi mirati da parte delle istituzioni per migliorare il processo elettorale e renderlo più accessibile per tutti.

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