Draghi sull’Ucraina: il discorso convince, ma non tutti | La politica reagisce

"Parla di riforme concrete, è nostro impegno", la lettura del Pd. Applaude la Lega: "Draghi per cambiamento? Noi felici". Ma qualcuno dissente

Mario Draghi, intervenuto per la prima volta alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo
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newsby Redazione4 Maggio 2022


La giornata del 3 maggio è stata cruciale riguardo alla posizione dell’Italia nel delicatissimo equilibrio geopolitico attualmente vigente. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è infatti intervenuto per la prima volta alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo concentrandosi in particolare sulla guerra tra Russia e Ucraina. Molti elogi sono arrivati dalla politica sulle sue parole. Ma non manca anche qualche critica.

Un discorso che soddisfa il Pd: “Ha toccato tutti i temi”


Il discorso del presidente Mario Draghi ha toccato tutti i temi. Sia quelli di emergenza di oggi, sia le prospettive dell’Unione europea“. Lo ha detto l’eurodeputata del Pd Irene Tinagli, a margine della sessione Plenaria al Parlamento europeo di Strasburgo. “Ha parlato di riforme concrete in cui dovremmo impegnarci tutti. Da quella del trattato di Dublino, per affrontare meglio il tema dei rifugiati, al tema dei trattati delle maggioranze qualificate. Per poi tornare ad un migliore utilizzo degli strumenti a sostegno dei Paesi che devono aiutare famiglie e imprese“, ha aggiunto l’eurodeputata.

Un Mario Draghi, a suo giudizio, “che non si è sottratto“. Ma che è risultato “dettagliato” e capace di entrare nello specifico del come “realizzare la sua visione di Europa“.

Draghi: la Lega applaude, qualcuno no


Siamo felici del discorso di Mario Draghi e del fatto che abbia sottolineato la necessità di un cambiamento radicale. Una riforma dei trattati, che noi chiedevamo prima che diventasse di moda“, ha dichiarato invece l’eurodeputato Marco Zanni. “È chiaro che non c’è una visione unitaria su dove debba andare questa riforma, ma il fatto che venga messa sul tavolo è positivo“, ha proseguito Zanni, entrato in politica con il M5s ma ora in area Lega. “Non ci può essere autonomia strategica se non si rivede il modello industriale su cui si è basata l’Unione europea negli scorsi 20-30 anni, di cui la dipendenza dalle materie prime russe è figlia“. Necessaria quindi secondo Zanni “una modifica sostanziale su come e dove produciamo, nonché sulle nostre catene del valore“.


Non tutti, però, approvano completamente le parole di Draghi. Il presidente del Consiglio, secondo l’eurodeputato Raffaele Fitto: “ha dato una risposta sbagliata. Ha citato un provvedimento del governo di ieri, dove sono stati dati 3 miliardi per il caro dei materiali e per le imprese“, argomento che, secondo l’eurodeputato, non è relativo “alla proposta che noi facciamo di modifica del Pnrr“. “Parliamo di uno strumento previsto prima della guerra. Mantenere questa impostazione è sbagliato perché non guarda alle esigenze reali che ci sono nel nostro Paese e al mutato scenario“, ha aggiunto Fitto, ex Forza Italia e Noi con l’Italia, ma ora in Fratelli d’Italia. “L’esigenza di rivedere il Pnrr mi sembra quindi attuale e urgente“, ha concluso.


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