Def, Conte: “5 miliardi sono pochi, serve scostamento”

L'ex premier: "Chiedere lo scostamento di bilancio non è creare un problema, ma proporre una soluzione"

newsby Redazione7 Aprile 2022



A margine dell’incontro con il premier Mario Draghi a Montecitorio, Giuseppe Conte, il leader del M5s, ha risposto alle domande dei giornalisti. “La riunione è servita per aggiornarci sui passaggi parlamentari e sulle questioni tecniche. Riguardo alle tensioni di ieri per la delega fiscale, mi preoccupa l’atteggiamento rigido di alcune forze di centro destra. Io dico sempre di confrontarci in modo costruttivo. Chiedere lo scostamento non è creare un problema, ma proporre una soluzione. Se dico che 5 miliardi sono pochi per far fronte alla situazione drammatica di famiglie ed imprese, non è quindi porre un problema“, ha dichiarato l’ex premier. “Pace o condizionatori? Non poniamola in modo così manicheo. Dobbiamo spingere tanti in Europa a versare verso il energy recovery fund. Solo così si potrà portare avanti un embargo su cui sono favorevole“, ha continuato Conte. Sulle possibili alleanze dei pentastellati ha detto: “Il governo non è a rischio. Con Letta mi sento abitualmente e frequentemente“.

Def, Landini (Cgil): “Serve un prelievo di solidarietà”


Anche Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil, ha commentato l’incontro con Draghi. “In questo momento riteniamo necessario un intervento sui redditi e i patrimoni più alti con dei prelievi di solidarietà per tutelare chi sta peggio, chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese. Per questo abbiamo detto che cinque miliardi non sono sufficienti, abbiamo detto che c’è bisogno di uno scostamento per una manovra che affronti questi problemi’. Proprio perché viviamo il momento che viviamo, al tavolo con il governo abbiamo detto che non è questo il momento per aumentare le spese per le armi, ma oggi è il momento di aumentare le spese per la tutela sociale e il rilancio degli investimenti del nostro Paese. Nel merito non abbiamo avuto le risposte che ci aspettavamo. C’è una proposta del Governo di proseguire il confronto e farlo diventare strutturale. È un fatto positivo, cosa produrrà quel confronto lo vedremo. Per noi vale il merito“, ha continuato.

Romani (Cisl): “5 miliardi non bastano ma le risorse ci sono”


Siamo soddisfatti, Draghi ha assunto la responsabilità rispetto alla gravità della situazione e ci ha chiesto di condividere con lui un modello di percorso, confronti permanente in una modalità preventiva alla decisioni e di costruzione delle decisioni insieme”. Lo ha detto Giulio Romani, il segretario generale della Cisl. “Abbiamo approvato l’idea di costruire un patto sociale. È ovvio che va riempito di contenuti e di merito. Non è di per se un fatto acquisito, ma dobbiamo partire, come si fece nel ’92-93, dalla condivisione degli obiettivi: il tipo di Paese che vogliamo costruire, che qualità del lavoro vogliamo costruire. I 5 miliardi stanziati dal Def non sono sufficienti in questa fase“, ha continuato.

Def, Bombardieri (Uil): “Bene il metodo, ma nel merito nessuna risposta”


Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale della Uil, ha spiegato che “Draghi ha illustrato la possibilità di strutturare un confronto articolato e permanente sui temi della crisi. Per quello che ci riguarda siamo interessati, in un momento così grave e di emergenza, a confrontarci sui temi che tutti stiamo affrontando nella vita quotidiana. È il primo, ce ne sarà un altro subito dopo Pasqua anche con le associazioni datoriali. Sul metodo ci siamo. Almeno si apre un confronto sui temi più importanti. Nel merito non posso non registrare che rispetto alla perdita del potere d’acquisto, al costo dell’energia e alle risposte che bisogna dare ai cittadini per affrontare la crisi, le risposte non cui sono“.

Def, Orlando: “Non è fatto compiuto, incontro con sindacati utile”


È stato un momento importante ed utile dove si è condivisa l’esigenza di intensificare il dialogo per contribuire ad acquisire un metodo per le prossime misure per contrastare l’impatto che sta avendo la crisi Ucraina“. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a margine della presentazione del protocollo d’intesa Inail-Gruppo Fs sulla sicurezza sul lavoro, circa l’incontro con i sindacati stamane. “Il Def non ha la pretesa di rispondere a tutte le domande, è uno strumento per liberare energie e risorse per i primi provvedimenti per far fronte alla situazione che si è venuta a determinare, altri strumenti andranno costruiti a livello europeo e per questo ci stiamo battendo e poi il dialogo sociale deve portare ad individuare gli ulteriori passi che vanno in questa direzione, quindi il Def non è un fatto compiuto, né si considera esaustivo, nulla è pregiudicato dall’approvazione“.

 


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