Coronavirus, Salvini: “Rischiamo più morti per fame che virus”

"Milioni di italiani stanno ancora aspettando i soldi della cassa integrazione promessi da marzo"

newsby Redazione11 Giugno 2020



Il leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto in Senato in seguito all’informativa del ministro della Salute, Roberto Speranza. Salvini si è detto preoccupato per la situazione economica in cui versa il paese, reduce da mesi di lockdown in seguito all’emergenza coronavirus. “Milioni di italiani stanno ancora aspettando i soldi della cassa integrazione promessi da marzo. Voi parlate di come andare in sicurezza in barca, ma se riusciste a pagare la cassa integrazione gli italiani sarebbero contenti. Io non vorrei che facesse più morti la fame che il virus se non mettete le risorse“, le sue parole in aula.

Salvini: “Conte butta il lavoro di Colao per le passerelle”


L’ex ministro dell’Interno è poi tornato a parlare del Piano Colao, presentato negli scorsi giorni al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Una serie di provvedimenti per il rilancio dell’Italia dopo l’emergenza Covid-19, che ha ricevuto quasi più elogi dalle opposizioni che dalla maggioranza di governo. “Conte deve capire che non può cestinare il lavoro delle task force di Colao che lui stesso ha nominato e convocare delle passerelle nelle ville romane perché il risultato non gli piace“. Il duro affondo del leader del Carroccio.

“Non mando mia figlia in un buco di plexiglas”


Infine, Salvini si è scagliato contro la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, tornando sulla questione relativa all’utilizzo di blocchi di plexiglas nelle aule delle scuole italiane per proteggere gli studenti dal virus. “Mi rifiuto di mandare mia figlia in una classe chiusa in un buco di plexiglas“, la categorica bocciatura. Negli scorsi giorni, tra i due, era divampata anche una polemica social su come si scriva la parola “plexiglas”. Salvini (correttamente stando a quanto riferisce la Treccani) l’aveva scritta con una “s” sola, mentre la ministra lo aveva erroneamente ripreso, scrivendola con due “s”.

Una chiosa finale sulla ripartenza del campionato di Serie A e sulla riapertura delle università: “Riaprire il campionato di calcio e poi le università? Una follia. Io penso che vengano prima di tutto i nostri figli“, ha concluso il leader del Carrorccio.


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