Coronavirus, Salvini: “Italiani non possono essere sotto sequestro”

Il leader della Lega: "Non ci sono motivazioni mediche e scientifiche, sarebbe il massacro della nostra economia"

newsby Antonio Lopopolo14 Luglio 2020



Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha partecipato nel pomeriggio di lunedì a un presidio sotto al consolato turco, a Milano, per protestare contro la riconversione in moschea della Basilica di Santa Sofia, a Istanbul, decisa dal governo Erdogan. I leghisti hanno manifestato con cartelli “Stop fanatismo” e gli striscioni “Giù le mani da Santa Sofia” e “Mai Turchia in Europa“. Tanti i temi toccati dal segretario del Carroccio nel rispondere alle domande dei cronisti.

“Unione Europea reagisca, vicini a Santo Padre”


Salvini si è dapprima scagliato contro il “fanatismo islamico“, dicendosi vicino al Papa e alla sua sofferenza. “Non è possibile che i patrimoni storici e culturali prima ancora che religiosi della cristianità nel mondo vengano trasformati in moschee. Non è possibile che il fanatismo islamico cancelli secoli di storia, di diritti, di libertà e di conquiste. Non è possibile che il regime turco possa permettersi di trasformare le chiese in moschee senza che nessuno apra bocca. Siamo vicini alla sofferenza del Santo Padre“, le sue parole. Da qui, l’invito all’Unione Europea ad agire: “Speriamo che l’Unione Europea, che sta riempiendo il regime turco di miliardi, reagisca. A furia di chinare il capo tra un po’ ci troviamo una moschea al posto del Duomo“.

Salvini: “La burocrazia europea non funziona”


Poi, il leader della Lega ha proseguito, mettendo nel mirino anche la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, e, più in generale, la politica europea. “Io contesto la quasi totale immobilità dell’Ue“, le sue parole. “Il governo tedesco fa giustamente gli interessi dei tedeschi. La Merkel si auspica che il governo italiano sottoscriva il Mes, che è contrario al nostro interesse e alla nostra convenienza. L’Europa sta parlando tanto ma sta facendo molto poco. Speriamo che il premier Conte faccia gli interessi del Paese, ma ne dubito. La burocrazia europea non funziona“.

Coronavirus, Salvini: “Italiani non possono essere sotto sequestro”


Venendo alla politica interna, Salvini è tornato sull’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus, che ha colpito in maniera particolarmente violenta il nostro Paese. Secondo l’ex ministro degli Interni, un nuovo lockdown deve essere scongiurato, ma anche il prolungamento dello stato di emergenza è da evitare per non rischiare di affossare l’economia. “Ci opporremo in ogni modo perché gli italiani non vengano tenuti sotto sequestro per altri mesi. Non ci sono motivazioni mediche e scientifiche per prolungare queste misure fino a fine anno. Sarebbe davvero il massacro della nostra economia. Il solo annuncio di questa proroga ha già provocato danni miliardari. Mi viene il dubbio che al governo non ci siano solo incapaci ma anche persone che vogliono svendere le aziende di questo Paese“, l’affondo di Salvini nei confronti del governo.

“Si indaghi su mascherine Lazio”


E sempre legata all’emergenza sanitaria è l’indagine della Procura di Milano in merito alla trasformazione, da fornitura in donazione, di una quantità di camici e altri materiali per l’emergenza Covid alla Regione Lombardia da parte della società Dama. “Chiedo pubblicamente che qualcuno indaghi sulle mascherine della Regione Lazio pagate e mai arrivate – evidenzia il leader della Lega -. Se c’è gente che vuole indagare sui camici regalati che facciano pure. Nel Lazio c’è qualcosa che è stato pagato e non è mai arrivato“.

Aspi, Salvini: “Segnalazione a Consob su parole premier Conte”


Una chiosa finale sulla questione Autostrade per l’Italia e la revoca della concessione, prospettata dal governo. “Abbiamo un presidente del Consiglio che con interviste sulla stampa fa andare in fumo milioni e milioni di euro, mettendo in difficoltà tanti piccoli risparmiatori. Il problema di Autostrade non sono i Benetton, che non ho il piacere di conoscere a differenza di altri, il problema è che se uno chiacchiera i risparmiatori poi ne pagano le conseguenze. Il governo deve fare, non annunciare“. E ancora: “La revoca della concessione Aspi su autostrade è una questione giuridica, non politica. Voglio vedere il parere legale. Se ci sono gli estremi si revoca, se non ci sono si proroga. Molto semplice“, ha concluso Matteo Salvini.


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