Coronavirus, Recovery Fund: i negoziati in Europa continuano

Il ministro degli Affari europei Vincenzo Amendola: "Il coordinamento con la Francia ha portato la Germania a passi avanti"

newsby Redazione19 Maggio 2020



“Ieri sono cadute le prime resistenze. Con la Francia ci muoviamo in maniera coordinata, quindi si tratta anche di un buon risultato della spinta comune che ha portato anche la Germania a fare un passo in avanti”. Ad affermarlo è il ministro degli Affari europei Vincenzo Amendola, che ha commentato positivamente l’accordo sui Recovery Fund annunciato nella giornata di lunedì dai governi di Parigi e Berlino.

Negoziati per nuovi strumenti

Il ministro ha chiarito alcuni punti sulla posizione dell’Italia all’interno della discussione a livello europeo: “L’Italia sta negoziando per strumenti nuovi. Già abbiamo acquisito, assieme agli altri partner, un fondo per la disoccupazione di 100 miliardi, un fondo della Banca Europea per gli investimenti e linee di credito nuove. Adesso negoziamo per il fondo per la ripresa, il Recovery Fund, e continueremo a negoziare per avere gli strumenti adatti ad affrontare una recessione economica imponente. Rispetto ai giorni scorsi sono stati fatti molti passi avanti e l’Europa sta reagendo in maniera unitaria e coordinata”.

Il governo francese ha parlato di alcune opposizioni ai possibili accordi: “I Paesi contrari? Continueremo a negoziare – ha detto Amendola -: il 27 maggio presenteremo la proposta, sono contrari i Paesi cosiddetti frugali. Noi cercheremo di unire tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, che deve agire in modo unito e solidale”.

“Nessun provincialismo”

Amendola ha provato ad allontanare le preoccupazioni su un possibile ruolo ‘dominante’ di Francia e Germania nell’ambito dei negoziati: “Non dobbiamo guardare in maniera provinciale a queste riunioni: l’Italia si muove in maniera coordinata con la Francia dallo scorso 25 marzo, abbiamo firmato documenti comuni. Il risultato ottenuto è stata una spinta che ha portato anche la Germania a fare un passo in avanti, superando le diffidenze e le differenze rispetto ad alcune delle nostre posizioni”.

“Muoviamo l’Europa in maniera unitaria – ha concluso il ministro –: lavoreremo da qui a fine giugno per realizzare tutte queste scelte”.


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