Anni di Piombo, Mattarella:
“Fare piena luce su quel periodo”

In occasione del Giorno della Memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, il presidente della Repubblica ha ricordato uno dei periodi più oscuri della storia dell’Italia

Sergio Mattarella
newsby Alessandro Bolzani9 Maggio 2021


L’arresto di alcuni ex brigatisti, avvenuto in Francia alla fine di aprile, ha riaperto una delle cicatrici più profonde nella storia dell’Italia: quella legata agli Anni di Piombo. Durante un’intervista a Repubblica, rilasciata in occasione del Giorno della Memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica, ha parlato di quel periodo, di come la democrazia riuscì a sconfiggere il terrorismo e della necessità di fare piena luce su tutte le questioni rimaste irrisolte da allora.

Mattarella: “Ci sono ancora ombre sugli Anni di Piombo”

Il terrorismo non è riuscito a realizzare l’ambizione di rappresentare una censura, uno spartiacque nella storia d’Italia”, ha affermato Mattarella. “Il disegno cinico, non esente da collegamenti a reti eversive internazionali, di destabilizzare la giovane democrazia è stato isolato e cancellato”, ha aggiunto. Mattarella ha spiegato che, durante gli Anni di Piombo, fu la democrazia a prevalere “contro l’eversione che aveva nel popolo il proprio nemico”. Tuttavia, “ci sono ancora ombre, spazi oscuri, complicità non pienamente chiarite” e “l’esigenza di completa verità è molto sentita dai familiari. Ma è anche un’esigenza fondamentale per la Repubblica”.

Nessun legame con le lotte sindacali

Sono stati anni molto sofferti, in cui la tenuta istituzionale e sociale del nostro Paese è stata messa a dura prova”, ha proseguito Mattarella. “Oltre quattrocento le vittime in Italia, di cui circa centosessanta per stragi”. Secondo il presidente della Repubblica, l’origine di quel periodo non dev’essere cercata nelle contestazioni del ’68. “Le stagioni delle lotte sindacali, come quelle delle manifestazioni studentesche, sviluppatesi alla fine degli anni ’60 del Novecento, hanno rappresentato forti stimoli allo sviluppo di modelli di vita ispirati a maggiore giustizia e coesione sociale”.

Il bersaglio del terrorismo rosso

Il bersaglio era la giovane democrazia parlamentare, nata con la Costituzione repubblicana, per approdare a una dittatura, privando gli italiani delle libertà conquistate nella lotta di Liberazione. Esattamente il contrario di quanto proclamava il terrorismo rosso, quando parlava di Resistenza tradita”. Mattarella ha aggiunto che il terrorismo nero “è stato spesso strumento, più o meno consapevole, di trame oscure che avevano l’obiettivo di rovesciare l’asse politico del Paese e interrompere il percorso democratico”. Mattarella ha poi ringraziato Emmanuel Macron, il presidente della Repubblica francese, per la sua collaborazione. “Con la sua decisione ha confermato amicizia per l’Italia e manifestato rispetto per la nostra democrazia. Mi auguro che possa avvenire lo stesso per quanti si sono sottratti alla giustizia italiana e vivono la loro latitanza in altri Paesi”.


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