Alberto Cirio riconfermato come guida della Regione Piemonte

Alberto Cirio è stato confermato presidente della Regione Piemonte fino al 2029: ha ottenuto il 56,14% dei voti validi

Come ampiamente previsto, il Piemonte riconferma Alberto Cirio alla guida della Regione, garantendogli così un secondo mandato da governatore.

Dopo poco più di dure ore dall’inizio dello spoglio, la sfidante del Partito Democratico Gianna Pentenero ha riconosciuto la vittoria di Cirio con una telefonata e poco dopo sono giunti i complimenti di Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, e di Roberta Metsolapresidente del Parlamento Europeo.

La riconferma di Alberto Cirio in Piemonte è un risultato senza precedenti

Cirio, nel momento delle telefonate, si trovava ancora nel suo studio di Alba (CN) accompagnato dai suoi due figli e dai più stretti collaboratori.

“Essere confermato mi responsabilizza moltissimo, domani saremo in ufficio a lavorare per il Piemonte” è stato il commento del governatore riconfermato. Nel 2019 Cirio aveva sconfitto il governatore uscente Sergio Chiamparino con il 49,86% contro il 35,8%.

Gianna Pentenero si congratula con Cirio per la vittoria sulle regionali in Piemonte
Gianna Pentenero si congratula con Cirio per la vittoria sulle regionali in Piemonte – ANSA/JESSICA PASQUALON – Newsby.it

 

Il successo di Cirio rappresenta anche una conferma personale, vista la forte affermazione della sua lista civica Cirio Presidente che sfiora l’11,5%, dietro a Fratelli d’Italia con il 24,55%, ma davanti a FI-UDC-PLI (10,1%), Lega (9,41%) e Noi Moderati (0,69%).

Quando mancavano meno di 1000 sezioni, Alberto Cirio è al 55.94%, la sfidante di centrosinistra Gianna Pentenero raggiunge il 33.69%, superando il governatore uscente soltanto a Torino.

Al terzo posto Sarah Disabato candidata del Movimento 5 Stelle si ferma al 7.74% dei voti, infine 1.49% per Francesca Frediani della lista civica Piemonte Popolare e 1.14% Alberto Costanzo di Libertà Piemonte.

“Sono molto soddisfatto di questo risultato”, ha commentato Cirio, “soprattutto perché rappresenta una conferma. Cinque anni fa, per me fu straordinario diventare governatore della mia Regione, ma ero nuovo nel contesto torinese e molti non mi conoscevano. Essere riconfermato oggi significa che i piemontesi mi hanno scelto, conoscendo i miei pregi e difetti. Questo mi responsabilizza moltissimo e mi spinge a lavorare ancora di più per i cittadini del Piemonte”.

Cirio ha sottolineato come non fosse scontato confermare un governo uscente in Piemonte, ricordando i suoi predecessori, Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino, che non furono riconfermati. L’ultimo a ottenere un secondo mandato fu Enzo Ghigo, eletto nel 1995 e riconfermato nel 2000.

“Credo che il mio successo sia dovuto al fatto di essere una persona tra la gente, di ascoltare tutti e di cercare sempre un punto di equilibrio”, ha osservato Cirio.

Dal canto suo, Pentenero ha dichiarato: “Abbiamo fatto il possibile, ma il risultato è stato solo parzialmente raggiunto. Dobbiamo prenderne atto e con grande onestà intellettuale continuare a lavorare per il Piemonte”.

Pentenero ha anche accennato al rimpianto per il mancato accordo con il Movimento 5 Stelle, affermando che qualcosa poteva cambiare se fosse stata avviata una collaborazione.

Pentenero è entrata in corsa in extremis per evitare una spaccatura nel PD tra i sostenitori di Daniele Valle e quelli di Chiara Gribaudo, rispettivamente appartenenti alle correnti bonacciniana e schleiniana.

Il dato dell’affluenza nelle elezioni regionali del Piemonte si è fermato al 55.3%, in netto calo rispetto a cinque anni fa quando aveva raggiunto il 64.36%. Leggermente superiore il dato dell’affluenza alle europee che tocca il 56.62% molto più alto rispetto alla media italiana che non ha raggiunto il 50% dei votanti.

Alberto Cirio è il primo Presidente di Regione che riesce a essere rieletto in Piemonte da quando esiste l’elezione diretta dei governatori, quindi dal 1999, spazzando una lunga fase di alternanza tra diversi schieramenti.

Ricordiamo che l’elezione diretta dei governatori di Regione non prevede il ballottaggio, quindi viene eletto Presidente il candidato che ottiene più voti a prescindere dalla percentuale ottenuta.

Avvocato e imprenditore agricolo, Cirio raccoglie i frutti di 5 anni condotti per bene: dall’avvio di una serie di importanti infrastrutture dedicate alla lotta al Covid, al fronte comune con il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, per trattenere Stellantis dallo smantellamento quasi totale della produzione, citando anche gli investimenti per l’aerospazio e l’attenzione a tutto il resto del Piemonte in fatto di attività agroalimentari di pregio così come il turismo.

Il governatore Cirio è un esponente di Forza Italia nato a Torino ma cresciuto a Cuneo dove i genitori erano agricoltori. La sua carriera politica è iniziata nella Lega ad Alba dove è stato anche vicesindaco. Nel 2004 è arrivato il passaggio a Forza Italia, nel 2014 è stato eletto al Parlamento europeo e nel 2019 è stato eletto Presidente di Regione.

Adesso il Piemonte potrà pensare a un governo regionale leggermente diverso da quello precedente, poiché cambiano gli equilibri politici locali, tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma soprattutto devono essere aggiornati gli obiettivi da raggiungere.

Dopo le infrastrutture ormai sbloccate, sanità e salari appaiono essere i traguardi, perché gli strascichi del Covid si fanno ancora sentire (in termini di liste d’attesa e necessità di nuovi investimenti in ospedali); e perché il lavoro in Piemonte rimane la prima priorità, con le fabbriche che chiudono e Stellantis che promette nuovi modelli a Mirafiori, ma anche le suggestioni dell’aerospazio e dei microchip che devono passare da progetti a realtà concrete.

Occorrerà capire se la nuova giunta sarà più di destra oppure più di centro, tenendo conto che Fdi è diventato il primo partito in Piemonte.

Nel centro-sinistra, e nel Partito Democratico in particolare, si preannuncia una nuova fase di conflitto tra le diverse fazioni interne, soprattutto tra i sostenitori dell’attuale segretario nazionale e chi invece lo critica.

La scelta di Gianna Pentenero come candidata, presa all’ultimo minuto, è apparsa agli osservatori più attenti come un compromesso temporaneo, una sorta di tregua, piuttosto che una strategia vincente. Nonostante ciò, Pentenero ha affrontato con serietà il ruolo assegnatole.

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