Aborto, l’opposizione è contraria alla presenza dei pro-vita nei consultori

Questo governo continua nella sua battaglia contro le donne e contro i loro diritti e lo fa attaccando in primis la legge 194 e il diritto all’interruzione di gravidanza”, hanno detto Silvia Roggiani e Marco Furfaro

È polemica da parte delle opposizioni sull’emendamento di Fratelli di Italia al dl Pnrr su cui il governo ha messo la fiducia. Le Regioni, nell’organizzare i servizi dei consultori, possono “avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità“, recita il testo, a prima firma di Lorenzo Malagola, criticato dalle opposizioni. M5s e Pd attaccano: “Il coinvolgimento delle associazioni pro-life” nei consultori “rappresenta l’ennesima offesa ai diritti della donna e alla sua autodeterminazione”, “è vergognoso“. Schlein sottolinea: “Ci opporremo duramente“.

Le dichiarazioni del M5s e Pd

Il testo, passato in commissione bilancio, prevede la possibilità di coinvolgere associazioni “pro-vita” nei consultori femminili. Protestano le opposizioni, i rappresentanti del M5s nelle commissioni Affari Sociali di Camera e Senato hanno dichiarato: “Viviamo in un Paese in cui il diritto all’aborto, all’interruzione di gravidanza è già sotto attacco, in cui è già difficile accedere alla pratica, in cui le donne devono viaggiare fuori provincia o addirittura fuori regione per riuscire ad abortire. E mentre altri Paesi inseriscono la tutela del diritto all’interruzione di gravidanza in Costituzione, l’Italia sceglie di fare un ulteriore passo indietro. Noi continueremo a opporci a questa politica oscurantista del governo Meloni“.

Schlein
Schlein | ANSA/MOURAD BALTI TOUATI – Newsby.it

La segretaria del Pd Elly Schlein lo definisce un “attacco pesante alla libertà delle donne“. “Mi ricordo una lettera durante la campagna elettorale di Giorgia Meloni che diceva ‘non preoccupatevi che non toccheremo il diritto all’aborto’. Un diritto che pochi giorni fa è stato definito dal Parlamento europeo come un diritto fondamentale e noi siamo molto contenti di questo passaggio. Evidentemente Giorgia Meloni pensa il contrario. Non ci stupisce ma fa impressione. Dopo avere letto quella lettera dicevamo di fare attenzione perché se avessero voluto intaccare il diritto all’aborto non avrebbero avuto nemmeno bisogno di toccare quella legge, basta fare una cosa come questa”, ha continuato. “Ce lo aspettavamo da questa destra che ovunque governa cerca di minare l’attuazione della 194 e di restringere il diritto delle che cercano di avere accesso ad una interruzione volontaria di gravidanza. È molto grave il blitz della destra in Parlamento con questo emendamento, che vuole fare entrare nei consultori associazioni anti abortiste, per incidere psicologicamente e in modo inaccettabile, violento sulle donne che cercano di avere accesso alla interruzione volontaria di gravidanza“, ha concluso.

“Questo governo attaccando la legge 194 e il diritto all’interruzione di gravidanza”

Questo governo continua nella sua battaglia contro le donne e contro i loro diritti e lo fa attaccando in primis la legge 194 e il diritto all’interruzione di gravidanza. È vergognoso. Ci batteremo in Parlamento e fuori, affianco alle associazioni femministe, per impedire alla destra questo ennesimo attacco ai diritti delle donne“, affermano Silvia Roggiani e Marco Furfaro. La Casa Internazionale delle donne dichiara: “Dobbiamo sentirci tutte sotto attacco. Sul nostro corpo non ammettiamo passi indietro“.

Il Corriere della Sera riporta la posizione del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia: “Nessuno vuole riformare o abrogare al 194. Ma applicarla nella sua interezza, a differenza di quanto finora fatto anche per diretta responsabilità di chi ha governato la sanità in questi ultimi decenni. L’emendamento approvato al Pnrr a firma del collega Malagola va in questa direzione, offrire senza oneri per lo Stato la possibilità di riflessione come previsto dalla legge all’articolo 1 e al comma d dell’articolo 2 ovvero: contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza“.

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