Ucraina, Biden: “Processare Putin per crimini guerra”. Mosca: “Prima Jugoslavia e Iraq”

L’Occidente ha condannato il massacro dei civili, promettendo nuove sanzioni nei confronti della Russia nei prossimi giorni

newsby Redazione4 Aprile 2022


Le immagini provenienti da Bucha, cittadina situata a nord-ovest di Kiev, hanno mostrato al mondo il volto più crudo della guerra in Ucraina. L’occidente ha condannato il massacro dei civili, promettendo nuove sanzioni nei confronti della Russia nei prossimi giorni. Christine Lambrecht, la ministra della Difesa tedesca, ha dichiarato che l’Unione europea si starebbe preparando a discutere lo stop all’importazione di gas russo (come già fatto dalla Lituania); mentre in Lussemburgo i ministri delle Finanze dell’Ue stanno si incontrano per discutere l’impatto economico della crisi.

Riferendosi a quanto accaduto a Bucha, l’Onu ha parlato di possibili crimini di guerra. Per Kiev quello portato avanti dall’esercito russo è un vero e proprio genocidio ma Mosca nega il proprio coinvolgimento nella strage. Per il Cremlino non si tratta altro che di una provocazione degli ucraini per bloccare i negoziati. Nelle ultime ore sono aumentate le richieste di un’indagine indipendente su quanto è avvenuto, mentre il presidente americano Joe Biden ha chiesto che l’omologo russo Vladimir Putin sia processato per crimini di guerra. E non è tardata ad arrivare la replica di Mosca, affidata alla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata da Interfax. “Che comincino (gli americani, ndr) con i bombardamenti sulla Jugoslavia e l’occupazione dell’Iraq. Non appena finiscono, possono passare ai bombardamenti nucleari sul Giappone“.

Zelensky: “Soldati russi macellai, assassini e stupratori”


Durante la notte, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto ai Grammy con un messaggio registrato. “Sulla nostra terra combattiamo la Russia, che ha portato un orribile silenzio con le sue bombe”, ha affermato, per poi esortare a riempire il silenzio “con la vostra musica, con la vostra storia”. “Aiutateci in ogni modo, ma non con il silenzio”, ha aggiunto Zelensky.


Sempre nel corso della notte, il presidente si è rivolto all’Ucraina, annunciando la creazione di un “meccanismo speciale” per indagare sui crimini di guerra compiuti dalla Russia. “Voglio che la madre di ogni soldato russo veda i corpi delle persone uccise a Bucha, a Irpin, a Hostomel”, ha sottolineato. Nel suo discorso ha definito i soldati russi “assassini”, “torturatori” e “stupratori”; nonché dei “macellai“, la stessa definizione che Biden aveva usato per riferirsi a Putin.

Ucraina, la cronaca della 40esima giornata di guerra

Mentre la discussione sulle centinaia di cadaveri trovati a Bucha prosegue, il 40esimo giorno dall’inizio della guerra è iniziato con un raid russo su Mykolaiv. La città dell’Ucraina meridionale è stata colpita nella prima mattina da alcuni missili. L’esercito ucraino ha riferito che la Russia starebbe mobilitando altri 60mila soldati per ricostituire le unità perse nella guerra. Secondo l’ultimo conteggio effettuato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr), finora il conflitto è costato la vita a 1.417 persone, tra cui 59 bambini. Il totale dei feriti ammonta a 59 bambini. Solo ieri, a Kharkiv sono morte almeno sette persone e altre 34 sono rimaste ferite nei bombardamenti russi.

Mariupol continua a resistere, anche se non senza difficoltà. Stando a quanto riferito da Mikhail Mizintsev, il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo, oltre 123.600 cittadini sono stati evacuati, senza il coinvolgimento di Kiev, nel corso di una “operazione militare speciale”. Durante il suo ultimo rapporto di intelligence, il ministero della Difesa britannico ha suggerito che la cattura di Mariupol è un obiettivo chiave dell’invasione russa.

A Sumy, nell’ucraina nord-orientale, il governatore Dmytro Zhyvytsky, ha annunciato che le forze russe hanno lasciato l’area. A Ternopil, invece, la tensione si è acuita nel corso della notte: il sindaco ha parlato di esplosioni e del lancio di alcuni razzi.

Il mondo condanna il massacro russo a Bucha

L’Unione europea “condanna con la massima fermezza le atrocità commesse dalle forze armate russe in una serie di città ucraine occupate, che ora sono state liberate“. Lo ha dichiarato Josep Borrell, l’alto rappresentante della Ue per la politica estera in una nota, riferendosi (anche) al massacro di Bucha. “L’Ue continuerà a sostenere fermamente l’Ucraina e avanzerà con urgenza nell’elaborazione di ulteriori sanzioni contro la Russia“, ha aggiunto.


Dall’Italia è arrivata la condanna di vari esponenti della politica, tra cui anche la deputata e responsabile esteri del Pd Lia Quartapelle. “Quelli commessi nella città di Bucha sono crimini contro l’umanità ed è giusto che l’Onu si sia impegnato ad investigare su questi fatti. Oltre a questo, bisogna fermare le risorse che alimentano la guerra di Putin, quindi stop alle importazioni di gas. Una misura che va presa da tutti i paesi europei. La ferocia russa è senza precedenti, il sostegno militare sta funzionando e bisogna continuare a sostenere la resistenza ucraina“, ha dichiarato. “È facile vincere come ha fatto Orban. Ha cambiato la legge elettorale, ha silenziato i media indipendenti, ha speso i soldi della campagna elettorale che sono frutto della corruzione, così siamo capaci tutti. Speriamo che l’unità europea ci contraddistinguerà ancora per fermare la guerra“, ha aggiunto Quartapelle.

Per Ruslan Stefanchuk, il presidente del parlamento ucraino, “questo è l’Olocausto del nuovo millennio: è una tragedia per l’Ucraina, ma anche per l’Europa e il mondo“. Intanto, l’Ansa ha raccolto una testimonianza di una cittadina di Bucha, Tamara. “L’orrore nel nostro villaggio è cominciato il pomeriggio del 4 marzo, quando una ventina di tank russi hanno attraversato questa strada incolonnati e hanno cominciato a sparare con i kalashnikov all’impazzata sulle nostre case e sulle macchine che incrociavano, schiacciandole. Non evacuavano, sparavano. E con alcuni tank hanno sfondato le case“.


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