Ucraina, la Duma valuta il ritiro della Russia dall’Oms e dal Wto

La cronaca dell’84esima giornata di guerra in Ucraina, tra combattimenti sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

newsby Alessandro Bolzani18 Maggio 2022


La Russia potrebbe uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc o, in inglese, Wto). A renderlo noto è stata la Duma, la Camera Bassa del parlamento di Mosca. L’eventuale abbandono dell’Oms potrebbe dipendere dal fatto che ieri, martedì 18 maggio, l’Agenzia delle Nazioni Unite ha parlato del rischio di diffusione di varie malattie a Mariupol, tra cui il colera. La Russia sta cercando di dimostrare che le cose stanno tornando alla normalità nella città, ormai sotto il suo controllo, e le dichiarazioni dell’Oms rischiano di compromettere questa “narrazione”. La scelta di abbandonare il Wto, invece, potrebbe essere interpretata come una risposta alle sanzioni dell’occidente.

La Duma, inoltre, sta valutando un altro documento, relativo al divieto di scambiare prigionieri con il Battaglione Azov. Le autorità di Mosca sarebbero intenzionati a processare i 264 soldati ucraini che si sono arresi nelle scorse ore, ponendo fine al lungo assedio dell’acciaieria Azovstal. I militari feriti, 53, sono stati condotti a Novoazovsk, mentre gli altri hanno raggiunto Olenivka, nel territorio controllato dai separatisti filorussi di Donetsk.


Vladimir Putin, il presidente della Russia, ha dichiarato che i soldati che hanno difeso l’acciaieria saranno trattati “in linea con le leggi internazionali“.


Intanto Volodymyr Zelensky è intervenuto a sorpresa al Festival di Cannes. “Abbiamo bisogno di un nuovo Chaplin che dimostri ancora una volta che il cinema non è muto – ha detto il presidente dell’Ucraina –. Noi continueremo a lottare, perché non abbiamo altra scelta e sono convinto che il dittatore perderà. Ma il cinema starà zitto o parlerà? Il cinema può stare fuori da questo?“.

Ucraina, perché il battaglione Azov ha scelto di procedere con l’evacuazione?


Tramite un videomessaggio, Denis Prokopenko, il comandante del reggimento Azov, ha spiegato la scelta di seguire l’ordine di evacuazione del comando supremo. “Nella gestione dei soldati c’è sempre un rischio. In guerra non esistono piani e operazioni completamente sicure. L’importante è capire se sono stati calcolati tutti i rischi, se è stato elaborato un piano B, se ci si è dedicati completamente a questo piano che deve coniugare l’adempimento del compito e la massima salvaguardia della vita e della salute delle persone. Forse è per questo che la guerra è un’arte, non una scienza. Quando hai portato a termine il compito e protetto il massimo numero di persone, raggiungi il livello più alto di comando e controllo. Soprattutto quando la tua decisione è approvata dai vertici militari“.

Finlandia e Svezia presentano le domande di adesione alla Nato

Mentre la Russia valuta l’uscita da due delle più importanti organizzazioni internazionali esistenti, la Finlandia e la Svezia hanno presentato le rispettive domande di adesione alla Nato. Gli ambasciatori dei due Paesi le hanno consegnate a Jens Stoltenberg, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica. “Questo è un momento storico in un momento critico per la nostra sicurezza“, ha affermato Stoltenberg. “Speriamo di concludere rapidamente” il processo di adesione, ha aggiunto.

Gli scontri sul campo

L’84esima giornata di guerra in Ucraina è iniziata con due attacchi missilistici che hanno colpito la città di Dnipro, ferendo una donna e distruggendo parte dell’infrastruttura di trasporto. Su Telegram, Valentyn Reznichenko, il capo dell’amministrazione regionale di Dnipropetrovsk, ha aggiunto che i frammenti di uno dei missili hanno danneggiato due case.

L’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato che a oggi la guerra in Ucraina ha causato almeno 3.752 vittime civili e 4.062 feriti.


La polizia ucraina intanto sta costruendo le armi per il fronte. In una piccola officina domestica, su vecchi torni, un ufficiale produce silenziatori per l’artiglieria.

Convocato l’ambasciatore italiano a Mosca

Il ministero degli Esteri russo ha convocato Giorgio Starace, l’ambasciatore italiano a Mosca. Anche Pierre Levy, l’ambasciatore francese, è stato convocato in relazione all’annuncio di misure di ritorsione per l’espulsione di diplomatici russi. Tra queste c’è anche l’espulsione di 34 diplomatici francesi. Il ministero degli esteri ha convocato anche Marcos Gómez Martínez, l’ambasciatore spagnolo a Mosca. Il governo spagnolo è all’oscuro delle ragioni della convocazione, ma la chiamata era attesa.


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