Texas, legge contro i social network: Facebook entra nel mirino di Abbott

Prima la legge contro l'aborto, ora contro i social network: il governatore del Texas intraprende una nuova battaglia

Texas contro i social network
Foto Wikimedia Commons
newsby Linda Pedraglio10 Settembre 2021


Dopo aver vinto la battaglia contro l’aborto, il governatore del Texas è pronto a intraprendere una nuova azione di guerriglia. Questa volta il bersaglio sono le grandi società di social media, come Facebook, Twitter e Youtube, che dovranno fare i conti con una nuova legge del Texas. Giovedì il governatore Greg Abbott ha infatti firmato un nuovo disegno legge. Questo vieta alle società di social network di bloccare gli utenti o bandire i contenuti in base ai loro punti di vista politici.

La legge si rivolge alle aziende con almeno 50 milioni di utenti mensili, inclusi Facebook, Twitter e Youtube, e mira a tutelare i texani “da censure illecite sulle piattaforma dei social media“. Questo è quanto previsto dal nuovo disegno legge, il quale consente di citare in giudizio le società indicate, al fine di ripristinare un eventuale account bloccato o i contenuti bannati.

Texas contro i social network: ecco perché

Ma quali ragioni hanno spinto il governatore del Texas in tale direzione? Secondo Greg Abbott, “esiste un movimento pericoloso di alcune società di social media per mettere a tacere idee e valori conservatori“. Per poi ribadire con forza: “Questo è sbagliato e non lo permetteremo in Texas“. La nuova legge arriva infatti tra le crescenti pressioni di diversi legislatori repubblicani che accusano Facebook, Twitter e altri social network di nutrire pregiudizi anticonservatori. Nonostante le società si siano affrettate a smentire, il disegno legge è stato firmato e potrebbe presto entrare in vigore.

Una legge simile fu bloccata in Florida

Ma per il governatore texano è ancora presto per cantare vittoria. Lo scorso giugno, un giudice federale aveva bloccato l’entrata in vigore di una legge della Florida molto simile. La legge avrebbe infatti consentito alla stato di punire le società di social media per aver bandito politici o aspiranti tali dalle loro piattaforme. Il rischio era “violare la libertà di parola delle aziende“, come sostenuto dal giudice federale. La proposta di legge era stata avanzata dopo un annuncio clamoroso di Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg avrebbe bandito per due anni il profilo di Donald Trump per aver incitato alla violenza durante la rivolta di Capitol Hill.

La legge rischia di violare il Primo Emendamento

Questo disegno di legge abbandona i valori conservatori, viola il Primo Emendamento e costringe i social network a ospitare contenuti osceni, antisemiti, razzisti, pieni di odio e comunque orribili“. Lo ha dichiarato il presidente di NetChoice Steve DelBianco in una nota. “La moderazione dei post degli utenti è fondamentale per mantenere Internet sicuro per le famiglie del Texas“, senza contare che questo disegno di legge pone il governo del Texas come responsabile delle politiche sui contenuti. 

 


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